Quella di cui vi sto per parlare è una delle mie piante preferite, di cui spesso consiglio l’uso: l’ Ortica (Urtica dioica).
Il suo nome deriva dal latino “urere’’, che significa bruciare, per via dell’irritazione che ci provoca quando osiamo sfiorarla. Incredibilmente, però, questa pianta si rivela anche una miniera di sostanze preziose per la nostra salute.
Peli urticanti
L’ortica è una pianta erbacea perenne, originaria dell’Asia occidentale, appartenente alla famiglia delle Urticacee. Diffusa in tutte le regioni temperate del globo, Italia compresa, cresce solitamente in zone umide raggiungendo un’altezza che va dai 50 ai 150 cm; sia le foglie sia i fusti sono ricoperti da peli a effetto urticante che perdono questa caratteristica 12 ore dopo la loro raccolta.
Amica delle pelle
Nell’antichità, il succo e gli infusi dell’Ortica erano impiegati come “depurativo del sangue” e come rimedio per le malattie della pelle, cosa che era già nota al medico greco Galeno.
Recentemente ho consigliato di provare l’Ortica per risolvere la presenza di piccole macchie cutanee di colore rossastro sul viso, dovute ad una dilatazione dei capillari, con applicazione topica, la sera prima di coricarsi. Dopo quindici giorni, la pelle risultava più idratata e i capillari molto meno accentuati, questo grazie all’elevato contenuto di proteine e aminoacidi presenti in questa pianta. Gli estratti di Ortica presentano spiccate proprietà emollienti e idratanti e li raccomando soprattutto per la loro azione purificante, astringente e antinfiammatoria.
Il suo uso, grazie ai principi attivi antiossidanti che la caratterizzano, è in grado di contrastare l’invecchiamento cutaneo e di mantenere le cellule efficienti.
La consiglio vivamente anche come cibo per una cura disintossicante, un decotto, succo, ma anche in infusione o come sciroppo per depurare l’organismo, per affezioni dell’apparato intestinale, anemia, artrite, reumatismi. Attenzione, però, ricordatevi di lavorala quando è fresca, entro massimo due ore dalla raccolta.
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