Sotto la pressione di agricoltori e allevatori, la Commissione europea ha annunciato l’intenzione di rivedere lo status di protezione del lupo.
«La concentrazione di branchi di lupi in alcune regioni europee è diventata un pericolo reale per il bestiame e potenzialmente anche per gli esseri umani» sostiene in un comunicato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea.
La Commissione, inoltre, esorta le autorità locali e nazionali «ad agire laddove necessario» attuando specifiche deroghe alla Direttiva Habitat, che vieta la cattura o l’uccisione deliberata dei lupi in natura.
L’Associazione EuCliPA.IT APS – la rete italiana degli Ambasciatori italiani del Patto Europeo per il Clima – ha ufficialmente dichiarato di dissociarci da questa presa di posizione della Commissione europea.
L’Associazione accoglie con estrema preoccupazione la proposta dell’istituzione che dovrebbe, invece, garantire la conservazione dell’ambiente europeo e la tutela delle specie che vi convivono.
Il declassamento dello status di protezione del lupo è contrario ai principi dell’ecologia e alla direzione che si è più volte affermato di voler intraprendere.
Ambientalisti e Ong non sono i soli a sostenere che queste pratiche violino il diritto dell’UE. All’inizio di quest’anno, anche 12 ministri dell’Ambiente europei hanno scritto a Virginijus Sinkevičius, Commissario europeo per l’Ambiente, chiedendo all’esecutivo di non indebolire la protezione legale del lupo. La richiesta, promossa dal governo della Slovacchia, è stata sottoscritta da Bulgaria, Germania, Grecia, Spagna, Irlanda, Cipro, Lussemburgo, Austria, Portogallo, Romania e Slovenia.
L’importanza della biodiversità
L’Associazione EuCliPA.IT APS evidenzia gli effetti di una crisi ecologica che ha come unico responsabile l’essere umano che, con le sue attività, ha portato gli ecosistemi al degrado: «Agire concretamente significa comprendere l’importanza della biodiversità consentendo a ogni specie di svolgere il proprio ruolo chiave. In quanto predatore apicale, il lupo svolge un ruolo fondamentale negli ecosistemi europei e ha un impatto diretto e indiretto sulle popolazioni di ungulati (come cervi e cinghiali), che ne costituiscono la loro preda principale. Una funzione che dovrebbe essere considerata anche sul lato economico visto che, solo in Italia – e come afferma la stessa Coldiretti – questi animali sono responsabili di milioni di euro l’anno di danni».
Il lupo, come altri grandi predatori, è già stato vittima di una vera e propria persecuzione che l’ha portato sull’orlo dell’estinzione tra il XIX e il XX secolo. In seguito, grazie agli sforzi di conservazione promossi anche dall’Europa, il numero di lupi ha iniziato effettivamente ad aumentare e ora si contano circa 17.000 individui in tutto il continente.
EuCliPA.IT APS ritiene, inoltre, che «dichiarazioni come quelle della Presidente von der Leyen, volte a infondere paura per una creatura che, da sempre, viene stigmatizzata e perseguitata, siano non solo anacronistiche ma contrarie a un altro degli obiettivi dichiarati della Commissione, ossia di promuovere la cultura ecologica e la conoscenza promuovendo un nuovo rapporto tra uomo e natura, finalmente fondato sulla coesistenza».
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