L’area archeologica di Melka Kunture, sull’altopiano etiopico a circa 2.000 m di altitudine, è uno fra i siti più centrali per la ricostruzione delle fasi antiche dell’evoluzione umana, insieme alle grotte del Sudafrica e ai siti della Rift Vally in Africa orientale.
La missione archeologica italo-spagnola guidata dalla Sapienza Università di Roma ha effettuato una scoperta che riscrive l’evoluzione di Homo erectus, retrodatandola a 2.000.000 di anni fa, prima cioè che alle quote più basse dei siti della Rift Valley.
In particolare, il ritrovamento della mandibola di un piccolo Homo erectus di circa 3 anni a Garba IV permette di documentare questo ominino, considerato all’origine della linea che porta a Homo sapiens.
I risultati dello studio “Early Homo erectus lived at high altitudes and produced both Oldowan and Acheulean tools”, condotto da un team di ricerca composto da studiosi della Sapienza e dell’ISMEO, in collaborazione con altri enti di ricerca nazionali e internazionali, sono stati pubblicati sulla rivista Science.
«A Garba IV la mandibola è stata trovata nel livello E con industria litica di tipo Olduvaiano, fatta in ossidiana, mentre finora si riteneva che l’Olduvaiano fosse sempre prodotto da Homo habilis» spiega Margherita Mussi, direttrice delle ricerche dal 2011.
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