Un team interdisciplinare di scienziati di diversi Paesi, tra cui ricercatori dell’Università degli Studi di Padova e del Museo delle Civiltà di Roma, ha studiato la dieta preistorica dei nostri antenati attraverso l’analisi dei denti di alcuni esemplari di Homo erectus, vissuti durante il Pleistocene, tra 1,4 milioni e 700.000 anni fa, sull’isola di Giava, nel sud-est asiatico.
In particolare, sono state osservate le strie di Retzius, linee sottili e parallele che attraversano i nostri denti e che segnano la crescita progressiva dello smalto dentale, la cui composizione chimica riflette i cambiamenti della dieta individuale. Ne è emerso che, durante il corso dell’anno, questi nostri progenitori passavano da una dieta a base vegetale a una dieta mista, ma erano molto meno dipendenti dalla disponibilità di cibo stagionale rispetto ad altre specie che abitavano l’isola, come ad esempio, gli oranghi.

Micrografia di una sezione sottile di un dente di orango, che mostra la struttura interna di crescita dello smalto. A destra, i diversi percorsi di ablazione laser sono evidenziati in rosa, mentre le linee di Retzius sono mostrate in verde. © Alessia Nava
Una dieta onnivora, poco legata alle stagioni
Per analizzare lo smalto dei denti, i ricercatori hanno inglobato i denti nella resina e poi li hanno tagliati in fettine sottilissime di circa 150 micrometri di spessore da cui, per mezzo di un laser speciale, hanno asportato una piccola quantità di smalto. Smalto analizzato poi chimicamente per rilevare la presenza di diversi elementi, tra cui lo stronzio e il calcio, che si trovano sia nelle ossa, sia nei denti e il cui rapporto (Sr/Ca) dipende dalla dieta e diminuisce progressivamente dagli erbivori agli onnivori, fino ai carnivori.
L’analisi dei denti di diversi animali del Pleistocene provenienti da Giava ha evidenziato che i predatori felini mostravano un basso rapporto stronzio-calcio, i predecessori degli attuali rinoceronti, cervi e ippopotami mostravano alti rapporti stronzio-calcio e i maiali del Pleistocene, in quanto onnivori, si trovavano nel mezzo.
- Dente di Homo erectus inglobato in resina epossidica dopo il taglio. © Alessia Nava
- Sezione sottile lucidata di un dente di Homo erectus prima dell’analisi. © Alessia Nava
Dai denti degli oranghi e di Homo erectus i ricercatori hanno scoperto cicli annuali durante i quali la composizione della dieta delle grandi scimmie e degli esseri umani cambiava, con picchi regolari di Sr/Ca molto più pronunciati per gli oranghi. Ciò conferma, come riportato nell’articolo dal titolo “Dietary strategies of Pleistocene Pongo sp. and Homo erectus on Java (Indonesia)”, pubblicato su Nature, ecology & evolution, che i nostri progenitori, in quanto onnivori e carnivori occasionali, erano meno dipendenti dall’approvvigionamento alimentare stagionale.
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