Il piano di eradicazione dei mufloni dall’Isola del Giglio era stato accolto con proteste e ricorsi, perché mentre il Parco dichiara che i mufloni del Giglio sono un “ibrido nocivo”, alcune associazioni animaliste hanno sostenuto l’unicità genetica del gruppo di mufloni presenti al Giglio. I mufloni presenti al Giglio, infatti, furono portati sull’isola nel 1955 come parte di un progetto di salvaguardia e ripopolamento della specie e furono attentamente selezionati per la loro purezza fenotipica e genotipica da alcuni dei massimi zoologi mondiali. In assenza di pecore domestiche, il muflone al Giglio è rimasto fenotipicamente e genotipicamente puro, a differenza della Sardegna, Corsica e Cipro, dove l’animale ha dato seguito a degli incroci che hanno depauperato il suo patrimonio genetico.
L’accordo del 2021
In ogni caso, a due anni di distanza dall’accordo sottoscritto il 30.11.2021 con LAV e WWF, in base al quale gli abbattimenti sarebbero stati sostituiti da catture e spostamenti, il progetto LIFE LETSGO Giglio è da considerarsi oggi concluso per la parte che riguarda l’eradicazione dei mufloni. Il bilancio è di 35 mufloni abbattuti (40%) e 52 catturati, sterilizzati e trasferiti (60%).
Le operazioni di cattura sono avvenute con la collaborazione dei Carabinieri, che hanno provveduto a mettere a disposizione mezzi militari e anche a “scortare” una parte del trasferimento per neutralizzare eventuali azioni di protesta.
Se ne è parlato anche al Senato
Lo scorso marzo, un’interrogazione parlamentare al Senato della Repubblica aveva chiesto spiegazioni al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Pichetto Fratin: «…In assenza di una sua comprovata incidenza negativa non è legale classificare l’animale come “invasivo”, seppure “alloctono”; si evidenzia che i regolamenti europei e la normativa nazionale prevedono che solo le specie alloctone per le quali è dimostrabile un impatto negativo possono essere eradicate; …l’eradicazione dei mufloni del Giglio sembra avvenire in violazione del regolamento UE n. 1143/2014 e della legge quadro sulle aree protette; …il costo esorbitante di quasi 10.000 euro per ogni animale abbattuto».
Il Ministro aveva risposto che «il decreto ministeriale 19 gennaio 2015 classifica solo la popolazione sarda dei mufloni come parautoctona, mentre tutti gli altri nuclei della specie presenti sul territorio nazionale, compreso quello dell’isola del Giglio, peraltro di recentissima origine, sono da considerarsi alloctoni». E che «l’attività di controllo del muflone al Giglio, finanziata da un progetto unionale Life Natura, è in linea con l’attuale quadro normativo nazionale e con le raccomandazioni della convenzione di Berna».
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com





