Proteggere la fauna selvatica è oggi più importante che mai, dato che ci troviamo di fronte a una biodiversità in declino.
Per iniziare l’anno nuovo con buone speranze per la soluzione delle questioni più critiche nel rapporto tra natura, uomo e clima, facciamo il bilancio dei risultati positivi ottenuti da alcuni programmi mondiali di conservazione della fauna selvatica sostenuti dal WWF.
Ecco 6 storie di successi di conservazione in Italia e nel mondo nell’ultimo anno.
1 Le tigri sono in aumento
Mentre nel 2010 si contavano in natura solo 3.200 tigri, a luglio 2023 il Global Tiger Forum ha stimato complessivamente un totale di 5.574 tigri, con un aumento del 74% rispetto a 13 anni fa.
I maggiori successi sono stati registrati in Bhutan, dove l’ultima indagine ha registrato un aumento del 27% nelle popolazioni di tigri: sono attualmente 131, ben 28 in più rispetto all’ultimo rilevamento datato 2015.
Anche in India la popolazione è in crescita: secondo l’ultimo censimento nel Paese vivono 3.167 tigri, 200 in più rispetto a quattro anni fa. Questo risultato dimostra che il lavoro congiunto del governo e di numerosi partner, tra cui il WWF, ha determinato un significativo passo avanti nella tutela della specie.
2 Torna la natura in Australia, per il futuro dei koala
Collaborando con oltre dieci organizzazioni che si occupano di rinaturalizzazione sul territorio nel nord del Nuovo Galles del Sud e nel sud-est del Queensland, il WWF ha sostenuto 10 piantagioni che hanno coinvolto 263 volontari per riportare la vegetazione nelle aree colpite dagli incendi in Australia. Fra le azioni il monitoraggio di 72 siti dei koala e 50 nuovi accordi con proprietari terrieri privati per proteggere 2.464 ettari di habitat dei koala. Il WWF-Australia ha sviluppato anche 15 collaborazioni con università, agenzie federali, statali e territoriali, organizzazioni indigene e senza scopo di lucro per la gestione di santuari per la fauna selvatica. Il WWF, inoltre, sta lavorando per ripristinare più di 85.000 ettari di paesaggio e ridurre le minacce alla fauna selvatica nativa.
3 Elefanti, contarli per proteggerli
Una delle ultime ricerche in Africa ha fornito un quadro aggiornato sulla distribuzione degli elefanti, evidenziando che la specie percorre distanze lunghissime alla ricerca di acqua e foraggio, ma anche a causa della difficile convivenza con l’uomo, che espone gli elefanti al bracconaggio e ai conflitti con le popolazioni locali. 7 veicoli hanno sorvolato i cieli effettuando 95 voli in due mesi e perlustrando un’area di 310.865 chilometri quadrati. Lo studio ha stimato la presenza di 227.900 elefanti, distribuiti per il 58% in Botswana, il 29% in Zimbabwe e il resto in Namibia, Angola e Zambia.
4 Nuovo habitat per la lince e il cervo italico in Italia
Il progetto ULyCA2 (parte di un importante progetto di conservazione transfrontaliero, il LIFE Lynx) vuole prevenire l’estinzione della lince dai nostri territori. Attraverso misure di rinforzo genetico e conservazione l’obiettivo è di creare un nucleo di linci che consenta il ricongiungimento della popolazione alpina con quella dinarica. Da marzo a giugno 2023, 5 linci sono state rilasciate nella foresta del Tarvisio, nelle Alpi Giulie italiane, e sono ora monitorate grazie a trasmettitori GPS.
L’Operazione “Cervo italico” ha come obiettivo quello di creare una seconda popolazione di questa sottospecie endemica, presente solo con 300 individui nella Riserva Naturale Statale Bosco della Mesola, in provincia di Ferrara. Il progetto prevede la cattura e il rilascio nella nuova area identificata (in Calabria) di almeno 20 individui per anno, dal 2023 al 2025. Grazie alla collaborazione tra più enti e istituzioni, i primi 20 cervi italici sono stati traslocati a marzo scorso, mentre la seconda fase appena conclusa con il rilascio di altri 30 individui nel Parco naturale regionale delle Serre in Calabria.
5 Sempre più nidi di tartarughe marine nelle coste d’Italia
Nell’estate 2023 centinaia di volontari hanno collaborato con gli esperti dell’Associazione alle attività di conservazione delle tartarughe marine, che il WWF Italia svolge da oltre 20 anni. L’impegno dei volontari è stato determinante per monitorare le spiagge alla ricerca di nidi di Caretta caretta che, una volta individuati, vengono messi in sicurezza e sorvegliati fino alla schiusa delle uova. L’attività si è svolta in particolare lungo le coste di Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania e Toscana. Sono stati individuati e messi in sicurezza più di 200 nidi, di cui ben 142 in Sicilia, 50 in Calabria, 15 nell’arco Ionico tra Puglia e Basilicata e altri 15 in Toscana.
Un risultato eccezionale, accompagnato dalla liberazione in mare di tartarughe marine curate nei centri specializzati che il WWF gestisce insieme ad altri enti in Basilicata a Policoro, in Puglia a Molfetta e a Torre Guaceto e in Sicilia a Favignana, e che nel loro insieme accolgono, curano e rilasciano circa 500 tartarughe ogni anno.
6 I risultati del progetto Ri-Party-Amo
In meno di un anno sono stati ripuliti oltre 20 milioni di metri quadri di spiagge, fiumi, laghi e fondali in tutta Italia. Questo risultato è stato possibile grazie a Ri-Party-Amo, il progetto nazionale ambientale, concreto e ambizioso, nato dalla collaborazione tra il Jova Beach Party, Intesa Sanpaolo e WWF Italia.
Attraverso il filone “Puliamo l’Italia”, sono stati realizzati 340 eventi locali e nazionali, giornate all’insegna del volontariato impegnato nel rendere l’Italia più bella e libera dai rifiuti. Gli oltre 10mila volontari di Ri-Party-Amo sono stati impegnati in 179 pulizie delle spiagge, 101 pulizie dei fiumi, 17 laghi e 43 fondali, grazie alla partecipazione di WWF SUB, per un totale di 90.266 chili di plastica e rifiuti raccolti.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com










