di Anja Jobin
All’inizio degli anni Settanta, un cacciatore svizzero, Karl Weber, ha avuto l’idea di reintrodurre la lince nella regione della Kočevska, in Slovenia, come specie cacciabile. Tre maschi e tre femmine furono trasferiti dalla Cecoslovacchia e rilasciati nel gennaio 1973. Già nel primo anno, due delle femmine ebbero un piccolo, mentre un’altra ne partorì due. Negli anni successivi la popolazione è cresciuta mostrando una bassa mortalità degli individui. Ciò è stato di fondamentale importanza per la sopravvivenza del nucleo appena insediato.
Un ruolo importante nel successo della reintroduzione della lince è attribuito all’atteggiamento positivo dei cacciatori nei confronti di questo progetto e al fatto che le condizioni ambientali erano favorevoli.
Nonostante gli abbattimenti programmati dopo il 1978, durante i primi quindici anni la popolazione della lince ha fatto registrare una notevole espansione dell’areale, anche in direzione nord-ovest, verso le Alpi e l’Italia, e verso sud-est, in Bosnia-Erzegovina. Negli anni ’90, la lince era presente dalle Alpi Giulie, a nord-ovest, fino alle montagne occidentali della Bosnia, a sud-est.
Popolazione consanguinea
Questo trend positivo, negli ultimi dieci-quindici anni ha avuto un’inversione di tendenza tanto che la diminuzione del numero di linci ha portato alla decisione di rendere la specie rigorosamente protetta. Gli ultimi individui sono stati abbattuti rispettivamente nel 1998 in Croazia e nel 2003 in Slovenia.
Poiché la popolazione di lince dei Monti Dinarici e Alpi sudorientali è rimasta isolata – data la distanza geografica, sia con la popolazione svizzera, sia con quella balcanica – la progenie dei sei animali originariamente reintrodotti negli ultimi quarant’anni si è riprodotta in isolamento.
Nella piccola popolazione di lince dinarica, gli individui non avevano altra scelta che accoppiarsi con individui imparentati. Negli anni 2000 il coefficiente di consanguineità – un valore che quantifica il livello di consanguineità di una popolazione – ha raggiunto lo 0,32. Se l’accoppiamento avvenisse tra sorelle e fratelli, il coefficiente di consanguineità sarebbe di 0,25. Livelli elevati di consanguineità possono portare a una riduzione della riproduzione, a una minore sopravvivenza e infine al collasso della popolazione. Erano dunque necessarie misure urgenti per salvare la popolazione esistente.
Il progetto LIFE Lynx
La popolazione aveva bisogno di essere rafforzata introducendo altri animali sani da un’altra popolazione. Con il sostegno dei finanziamenti dell’UE-LIFE, nel 2017 i cacciatori sloveni si sono uniti a un ampio consorzio di partner provenienti da cinque Paesi diversi con l’obiettivo generale di salvare la popolazione dei Monti Dinarici e delle Alpi sud-orientali dall’estinzione. I due obiettivi principali del progetto LIFE Lynx sono l’inclusione di nove linci della popolazione dei Carpazi (Slovacchia e Romania) nella popolazione dinarica. Inoltre, con il rilascio di cinque linci nelle Alpi Giulie slovene, verrà creata una popolazione “stepping-stone”. Questa azione migliorerà la connettività della popolazione, poiché le Alpi Giulie sono vicine alle montagne Dinariche, e avvicinerà la popolazione Dinarica alle altre popolazioni alpine in Svizzera e Alta Austria, fungendo da passerella.

Distribuzione della lince in Europa centrale (Kaczensky et al. 2018). Ogni popolazione ha un colore diverso: quella alpina arancione, quella dinarica rosso, quella carpatica marrone.
Rinforzo genetico della popolazione dinarica
Finora LIFE Lynx è stato un grande successo: tra il 2019 e il 2023, dodici linci sono state traslocate nei Monti Dinarici dai Carpazi. Sebbene tre di esse siano scomparse, altre cinque hanno stabilito un territorio, mentre tre stanno ancora cercando un compagno. Sono state identificate diverse cucciolate tra una lince traslocata e una stanziale. Sulla base di queste riproduzioni, il coefficiente di consanguineità è già leggermente migliorato. Lo sviluppo futuro della popolazione di lince dinarica dipenderà dalla sopravvivenza e dalla riproduzione della prole delle linci traslocate.

Mappa con i territori delle linci traslocate. I territori dei maschi sono evidenziato con verde e blu. La femmina rilasciata a giugno 2023 non ha ancora stabilito un territorio (linea rosso).
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