Ogni anno, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito, sono le famiglie a guida femminile collocate nelle zone rurali quelle che subiscono le perdite economiche maggiori a seguito delle inondazioni e delle ondate di siccità.
Lo evidenzia il rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) Unjust Climate (Il clima ingiusto – scarica qui il Rapporto), che mette in luce la disparità rispetto ai nuclei familiari con uomini capofamiglia.
I cambiamenti climatici, infatti, colpiscono in maniera sproporzionata i redditi delle donne rurali, delle fasce povere della popolazione e degli anziani, la cui capacità di reagire e adattarsi agli eventi meteorologici estremi è segnata dalla disuguaglianza.
Alla luce delle enormi differenze esistenti tra donne e uomini a livello di produttività agricola e salari, lo studio suggerisce che, in assenza di interventi risolutivi, i cambiamenti climatici sono destinati a esacerbare sensibilmente queste disparità negli anni a venire.
Gli effetti del clima
Nel suo rapporto, la FAO ha analizzato i dati socioeconomici di oltre 100.000 famiglie rurali (per un totale di oltre 950 milioni di persone) in 24 Paesi a basso e medio reddito. Integrando queste informazioni con i dati georeferenziati su precipitazioni e temperature giornaliere, riferiti a un arco temporale di 70 anni, il rapporto esamina gli effetti climatici sul reddito, il lavoro e le strategie di adattamento delle persone.
Stando ai dati raccolti, gli effetti sarebbero diversi, a seconda, non soltanto del genere, ma anche dello status socioeconomico.
«Le differenze sociali riconducibili al luogo di residenza, alla capacità economica, al genere e all’età hanno un impatto formidabile, ma poco compreso, sulla vulnerabilità delle popolazioni rurali agli effetti negativi della crisi climatica. Questi dati sottolineano l’urgente bisogno di accantonare un volume sostanzialmente maggiore di risorse finanziarie e altrettanta attenzione politica alle questioni dell’inclusione e della resilienza nelle azioni per il clima, realizzate a livello sia mondiale che nazionale» ha dichiarato il Direttore Generale della FAO, QU Dongyu.
Donne e anziani discriminati
Norme e politiche discriminatorie sovraccaricano le donne di responsabilità domestiche e di cura in maniera sproporzionata, ne limitano i diritti alla terra, impediscono loro di prendere decisioni nella propria sfera lavorativa e ne ostacolano l’accesso a informazioni, risorse finanziarie, tecnologie e altri servizi essenziali.
Analoga situazione si osserva per le famiglie composte da membri più anziani, che, nei periodi segnati da condizioni climatiche estreme, non riescono a trovare opportunità di lavoro al di fuori dell’azienda agricola, con la stessa facilità dei nuclei familiari guidati da individui più giovani. Il che rende i loro redditi più vulnerabili a questi eventi.
La FAO raccomanda di creare sinergie tra programmi di protezione sociale e servizi di consulenza che possano incoraggiare l’adattamento e risarcire gli agricoltori per le perdite subite, per esempio, grazie a programmi di assistenza sociale basati sul contante.
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