La banca Mondiale ha pubblicato i dati sulla riforestazione nel mondo e il bilancio, pur col segno meno, è incoraggiante. È pur vero, però, che alcuni gravi episodi di deforestazione hanno ridestato un allarme per il mondo che sembrava passato in secondo piano a causa di guerre e altri scenari di crisi che hanno monopolizzato l’attenzione dell’opinione pubblica.
Nelle foreste pluviali dell’Asia-Pacifico, utilizzando Google Earth per mappare le foreste tropicali delle isole del Borneo, di Sumatra e della Nuova Guinea i ricercatori della James Cook University in Australia hanno documentato una rete di “strade fantasma” – non documentate né autorizzate –, costruite per spianare la strada al disboscamento di foreste tropicali per far posto alle piantagioni di olio di palma.
Quelle scoperte ammontano a 1,37 milioni di chilometri di strade su 1,4 milioni di chilometri quadrati di foresta pluviale sulle isole.
Un altro segnale negativo arriva dalla Colombia, dove il Paese aveva precedentemente invertito la rotta sulla deforestazione, ma ora i ribelli armati che controllano il territorio hanno revocato il divieto. In questo modo, la deforestazione nell’Amazzonia colombiana sta aumentando e potrebbe raggiungere un picco storico. I dati preliminari mostrano che la deforestazione nella regione è aumentata del 40% nei primi tre mesi di quest’anno rispetto al 2023.
A fronte di questi allarmi, una notizia positiva arriva dai dati di riforestazione che sono stati pubblicati dalla Banca Mondiale, riferiti al 2021 rispetto al 2001.
Il rimboschimento è costoso, difficile da pianificare e ancora più difficile da realizzare; tuttavia, anche sotto la spinta del movimento per il clima, alcuni Paesi hanno dato priorità al rimboschimento delle foreste perdute.
Nella riforestazione la Cina è virtuosa
La Cina è in cima alla lista, con un’espansione della superficie forestale di quasi 425.000 km2 (circa la dimensione della Svezia). Si tratta di una cifra superiore a quella dei 19 Paesi successivi messi insieme.
- Cina +24% (424.962 km2)
- U.S.A. +2% (57.406 km2)
- Russia +1% (54.564 km2)
- India +7% (46.449 km2)
- Vietnam +23% (27.745 km2)
- Cile +15% (24.257 km2)
- Australia +2% (24.178 km2)
- Turchia +11% (21.345 km2)
- Francia +13% (19.353 km2)
- Spagna +8% (13.374 km2)
- Iran +14% (13.033 km2)
- Italia +14% (11.848 km2)
- Cuba +30% (7.573 km2)
- Thailandia +4% (7.315 km2)
- Uzbekistan +4% (7.152 km2)
Ci sono altri Paesi che hanno raggiunto livelli relativi di riforestazione simili, ma nel resto del mondo, in Sudamerica e Asia in particolare, si assiste a una significativa deforestazione che porta il bilancio globale mondiale ad avere un segno negativo, con -2% (957.658 km2) di foreste.
È da ricordare anche che la riforestazione comporta anche dei rischi se non attuata in modo scientifico: l’introduzione di specie arboree non autoctone o in monocoltura può, infatti, ridurre la biodiversità e portare all’erosione del suolo.





