In Cina la produzione di pellicce è diminuita di quasi il 90% nell’ultimo decennio, ma, soprattutto nel nord dell’immenso Paese asiatico, milioni di animali continuano a soffrire confinati negli allevamenti, nonostante i rischi che pongono alla salute pubblica per il rischio di diffusione di zoonosi, ovvero il salto di specie dall’animale all’uomo di pericolosissimi virus come è successo per il Covid.
Humane Society International ed Europa hanno diffuso filmati allarmanti provenienti dagli allevamenti di animali da pelliccia nel nord della Cina che mostrano volpi, cani procione e visoni esibire comportamenti ripetitivi e stereotipati associati a un deterioramento mentale e animali tenuti in condizioni intensive, anche in prossimità di pollame, nonostante il potenziale per la diffusione di malattie zoonotiche.
L’organizzazione per la protezione degli animali Humane Society International ha rinnovato il suo appello per una fine globale del commercio delle pellicce.
Carcasse destinate al consumo umano
Gli investigatori dell’associazione hanno visitato cinque allevamenti di animali da pelliccia nel dicembre 2023 nelle regioni settentrionali cinesi di Hebei e Liaoning, rilevando un ampio uso di antibiotici e la commercializzazione di carcasse di procione destinate al consumo umano.
Ognuno degli allevamenti di animali da pelliccia visitati teneva tra i 2.000 e i 4.000 animali in piccole gabbie in batteria, così vicine tra loro che in alcuni casi i visoni o i cani procione potevano toccare gli animali nelle gabbie vicine attraverso i divisori di filo metallico, aumentando il rischio di trasmissione di malattie. La mancanza di qualsiasi protocollo sanitario secondo esperti dell’Unione Europea comporta un alto un rischio per la biosicurezza.
L’investigatore cinese Xiao Chen ha dichiarato: «Gli allevamenti di animali da pelliccia che abbiamo visitato rappresentano la tipica realtà di questo tipo di allevamenti in tutta la Cina. Qui gli animali sono tristemente confinati in gabbie strette e spoglie e molti di loro manifestano stereotipie comportamentali a causa di problemi psicologici».
Diminuzione globale della produzione di pellicce
Le statistiche ufficiali dell’Associazione cinese dell’Industria della pelliccia e della pelle, indicano una diminuzione del 50% nella produzione di pellicce nel Paese, tra il 2022 e il 2023 e un calo di quasi il 90% nel periodo dal 2014 al 2023. Gli investigatori hanno notato la chiusura di un significativo numero di allevamenti di piccole e medie dimensioni precedentemente attivi nella zona, dovuta alle scarse vendite. La Cina, infatti, non può ignorare il cambiamento globale che ha investito consumatori e designer, sempre meno inclini a utilizzare le pellicce, sia per motivi di benessere animale, sia per motivi ambientali.
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