Sono stati da poco pubblicati i risultati del Peoples’ Climate Vote 2024 (scarica qui il documento), un’interessante indagine condotta per capire qual è l’impatto del cambiamento climatico sulla gente comune. Sono state intervistate oltre 73.000 persone in 77 Paesi, in rappresentanza dell’87% della popolazione mondiale.
Il sondaggio, condotto da GeoPoll per conto dell’UNDP, la principale organizzazione delle Nazioni Unite che lotta per porre fine all’ingiustizia della povertà e della disuguaglianza, è stato poi elaborato da analisti dell’Università di Oxford, che hanno ponderato i dati per creare stime rappresentative dell’opinione pubblica.
Gli esiti arrivano in un momento cruciale. Nell’ultimo anno, i principali organismi scientifici hanno avvertito che il cambiamento climatico sta accelerando più rapidamente del previsto. Molti Paesi si sono dovuti confrontare con i peggiori eventi meteorologici estremi verificatisi fino ad oggi: dagli incendi in Canada che hanno coperto di fumo la costa orientale del Nord America per settimane alla tempesta Daniel in Grecia, Bulgaria, Turchia e Libia, fino al ciclone tropicale Freddy, il più longevo mai registrato che ha colpito Mozambico e Madagascar. Senza dimenticare che il 2025 segnerà il decimo anniversario dell’Accordo di Parigi e i governi inizieranno ad aggiornare i loro piani d’azione per il clima.
- La ricerca rivela che oltre l’80% delle persone intervistate desidera che i propri governi intraprendano azioni più decise, mettendo da parte le differenze geopolitiche per lavorare insieme attorno a un’emergenza sempre più incombente. Il livello di preoccupazione sta crescendo ovunque, ma l’allarme è più alto nelle nazioni meno sviluppate e in particolare nei piccoli stati insulari.
- Per il 69% delle persone il cambiamento climatico sta già avendo un impatto sulle decisioni più importanti, come dove vivere o lavorare. Anche i residenti nei Paesi produttori di petrolio, carbone o gas si sono dichiarati a favore dell’eliminazione dei combustibili fossili e di una transizione più rapida verso l’energia verde.
- Forte e condivisa è anche la richiesta di aiuto ai popoli più poveri e di un sostegno all’educazione al cambiamento climatico nelle scuole.
Questi dati si scontrano con lo stato di fatto. Nel 2023 l’eolico e il solare combinati tra di loro hanno sì apportato più energia di qualsiasi altra fonte al mix globale, ma di contro si è toccato un nuovo massimo nell’uso di carbone e petrolio, motivo per cui c’è stato anche un record assoluto per le emissioni globali di anidride carbonica. In sostanza la rapida crescita delle rinnovabili più che spingere verso una transizione al momento sembra solo consenterci di consumare più energia, compresa quella inquinante.
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