di Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote ODV Firenze
Ho fatto una bellissima esperienza!
Credevo che sarebbe stata un’immersione nel dolore, una sopraffazione dell’angoscia, invece ne sono uscita con un senso profondo di benessere e di gioia.
Quella gioia che si prova quando si dà di sé a chi neppure chiede, a chi viene scolpito dal sole e dalla pioggia senza che sofferenze o imprecazioni scalfiscano l’aria che condividiamo, senza che le grida di un martirio lungo quanto la vita descrivano storie sui giornali.
Ho sperimentato che potevo fare e non delegare, che è stato facile affrontare la mia pena per la sofferenza altrui grazie alla serena accettazione di quelli che la vivono.
Aver deciso ha significato liberarmi dall’impotenza del dolore, è stato dare ali e speranza alla vita.
Sono stata al canile
Ho guardato i cani negli occhi, ho lasciato che mi guardassero, ho oltrepassato le sbarre, sono entrata nella prigione, ho toccato, ho coccolato e mi sono fatta coccolare.
Quelle creature vive sono state capaci di rinverdire i miei sentimenti umani migliori, quelli che non si aspettano ricompense o gratificazioni, ma si appagano del loro stesso pulsare.
Ringrazio quindi chi mi ha spinto a decidere di andare, ringrazio il mio senso di responsabilità che non mi permette di “nascondere la testa sotto la sabbia”, ringrazio i cani (i cuccioli e gli invecchiati, i prestanti e i cadenti, gli allegri e i malinconici) per avermi dato la grande gioia di sperimentare il puro, solitario, adamantino “dare”.
I cani sono sempre cani, ovvero animali archetipi che ci migliorano.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com




