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Ambiente
PROGETTO MER

Un’ecografia del mare per curare la biodiversità

Ispra sottopone mari e coste italiane a un’ecografia per realizzare un Atlante digitale nazionale, utile per interventi ambientali più efficaci e politiche di gestione più attente

Un’ecografia del mare per curare la biodiversità
© Ispra

Francesca Danila Toscano 10 Lug 2024

Le coste e i mari italiani non godono di ottima salute, la biodiversità di tutto l’ecosistema marino nazionale è a rischio ed ecco che in loro soccorso arriva un esame diagnostico: l’ecografia.

Per 22 mesi saranno sottoposti a quest’esame in maniera estesa, completa e approfondita, come mai è fatto finora in Europa. Saranno mappate le praterie di Posidonia oceanica e Cymodocea nodosa e verranno identificati gli interventi necessari alla loro restoration.

Questo esame è uno fra gli innumerevoli interventi che Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sta conseguendo all’interno del progetto MER il più grande progetto sul mare nell’ambito del PNRR, sovvenzionato con 400 milioni di euro.

 

 

L’alta tecnologia per la cura del mare

La prima Regione valutata è stata la Sardegna, durante il mese di maggio, la mappatura sta proseguendo lungo tutta la costa italiana in senso antiorario dalla Liguria alla Sicilia. Nel 2024 e nel 2025 ISPRA finirà il viaggio approdando nel Mar Ionio e Mar Mediterraneo Occidentale, includendo anche le isole.

Un percorso intenso e minuzioso, ma flessibile, a seconda delle condizioni atmosferiche, che insieme alla torbidità dell’acqua e all’inquinamento atmosferico, sono altre due incognite da tener d’occhio e che potrebbero disturbare il sensore LiDAR marittimo e quello ottico, puntato sulla fascia di costa.

Sugli oltre 7.500 chilometri di costa italiana per studiarla nei dettagli verranno effettuati rilievi multi-sensore, multilivello e multiscala, fino a 2000 metri di profondità marina e 800 metri di profondità costiera.

«Tutti i dettagli raccolti serviranno per identificare gli habitat marini più a rischio ma anche per prevedere fenomeni di erosione e valutare la vulnerabilità delle rive, soprattutto in caso di eventi estremi come mareggiate e inondazioni» sostiene Francesco Rende, responsabile della Sezione per lo sviluppo tecnologico e supporto del monitoraggio e della ricerca applicata all’ambiente marino profondo di Ispra.

ecografia del mare

© Ispra

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Missione Atlante digitale

L’obiettivo è la realizzazione di un digital twin interattivo che aiuti la ricerca: «Finora gli interventi sono stati spesso decisi senza valutarne efficacia e idoneità, con questo inedito strato informativo potremo agire con maggiore consapevolezza per la tutela della biodiversità» conclude Rende.

 

Tutti potranno consultare l’atlante digitale del mare comodamente da casa, esplorando ogni centimetro di fascia costiera italiana, in ogni suo dettaglio.

Per questo lavoro stanno collaborando insieme una squadra di più mezzi e sensori. Grazie ai mezzi satellitari multispettrali si ricaverà una prima mappatura globale. Il loro punto di vista da lontano aiuta a pianificare i voli dei due aerei riservati a rilievi con LiDAR, tecnologia che utilizza raggi laser per misurare in tempo reale le distanze in un ambiente. Uno studia la fascia costiera terrestre, con una definizione di 15 centimetri, l’altro quella marina confinante, fino a 60 metri di profondità, per valutare il benessere della fauna locale e gli eventuali siti per lo stoccaggio di carbonio.

Per le aree protette, la mappatura è più estesa e profonda, grazie all’ausilio di speciali sistemi acustici, mentre le indagini di microcartografia sono effettuate per tutti gli 8.000 km di costa grazie a un veicolo autonomo subacqueo particolarmente attento ai dettagli.

Anche l’intelligenza artificiale è stata chiamata a collaborare per una pre-analisi on edge, nei sensori. Grazie al riconoscimento istantaneo delle differenti tipologie di vegetazione e di fondo, roccioso e sabbioso rilevate, riesce infatti, a ottimizzare anche il seguente invio dei dati alla piattaforma centrale.

Una mappatura ad alta definizione fondamentale, dunque, per garantire la salute dell’intero ecosistema marino nazionale e non solo, anche la Marina Militare trarrà dei benefici dalle informazioni raccolte da ISPRA, dal momento che le potrà integrare nel lavoro cartografico di cui già si occupa per aumentare la sicurezza della navigazione.

«Il sensore LiDAR ci consentirà di creare lo scrigno in cui custodiremo la biodiversità marina. Grazie a questo progetto potremo identificare gli habitat marini costieri con una elevata risoluzione e fornire informazioni dettagliate sulla batimetria e la morfologia della costa, consentendo di effettuare previsioni affidabili sui fenomeni di erosione costiera e la vulnerabilità delle coste in caso di eventi estremi quali le mareggiate e le inondazioni costiere» aggiunge Maria Siclari, direttore generale di Ispra.

 

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