Il progetto di conservazione dell’Asinara, iniziato nel 2022, ha superato le aspettative iniziali. L’originario piano di ampliamento dell’Area Marina Protetta (AMP), sostenuto dalla Fondazione Capellino e dalla Blue Marine Foundation, vedeva il coinvolgimento dell’area 1000 ettari ed ora è stato esteso grazie alla collaborazione con la Regione Sardegna e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
All’Ente Parco dell’Asinara è stata affidata la gestione di tre siti Natura 2000: l’Isola dell’Asinara, l’Isola Piana di Porto Torres e l’area dall’Isola dell’Asinara all’Argentiera ampliando così la superficie marina protetta a oltre 55.000 ettari che vanno ad aggiungersi all’area originaria di 10.800 ettari per un totale di circa 66.345 ha.
Il progetto di conservazione è in linea con la Nature Restoration Law: la gestione di questi siti, infatti, contribuirà all’obiettivo di proteggere e ripristinare il 20% delle superfici terrestri e marine dell’Unione entro il 2030.
Una road map per la pesca e la conservazione marina
La convenzione include l’aggiornamento delle misure di conservazione, attività di vigilanza e monitoraggio degli habitat e delle specie prioritarie quali ad esempio cetacei, praterie di posidonia, ecc. Dal dicembre 2022, anno di inizio del progetto, è stato istituito un tavolo tecnico per migliorare la gestione del Parco dell’Asinara, sviluppando una road map che comprende un piano di gestione della pesca, un marchio di qualità per il pescato dell’Asinara e un programma di conservazione marina.
Questi eccezionali risultati testimoniano l’efficacia delle partnership tra enti pubblici e privati nella protezione e valorizzazione del patrimonio naturale, confermando l’Asinara come un modello di eccellenza nella gestione ambientale replicabile in altre zone marine.
«La protezione dei mari e degli oceani è cruciale per il nostro pianeta. Con l’ampliamento di oltre 55.000 ettari di superficie marina protetta grazie a questo progetto, stiamo contribuendo attivamente alla sostenibilità ambientale e alla conservazione della biodiversità» commenta Pier Giovanni Capellino, Presidente della Fondazione Capellino.
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