La settimana del Ferragosto vedrà le nostre montagne affollarsi di escursionisti, più o meno esperti. Diventano, allora, preziose le raccomandazioni dell’Osservatorio Nazionale Incidenti in Montagna (Oniim), promosso dal Club Alpino Italiano (CAI), sulla sicurezza in montagna.
Il CAI ha sottolineato, nelle sue raccomandazioni di sicurezza elaborate dall’Osservatorio, l’importanza del corretto utilizzo delle “catenelle” o “ramponcini”.
La raccomandazione è quanto mai attuale, in seguito alla constatazione che, in alcuni incidenti avvenuti nelle ultime settimane, gli escursionisti sono scivolati nonostante utilizzassero questo tipo di attrezzature.
I ramponcini hanno specifiche limitazioni di impiego
«L’Osservatorio Nazionale Incidenti in Montagna raccomanda, a chiunque utilizza “catenelle” o “ramponcini”, di attenersi scrupolosamente alle limitazioni di impiego indicate dal costruttore del dispositivo, prestando attenzione anche nei semplici attraversamenti di nevai e accumuli di neve» afferma il coordinatore Alberto Pirovano.
I ramponcini, infatti, hanno delle limitazioni di utilizzo nei terreni ripidi e quindi vanno usati solo su pendii con inclinazioni inferiori al limite indicato nel manuale di istruzione del costruttore (generalmente meno di 20°, ovvero meno del 35% di pendenza).
Allo stesso tempo, è necessario utilizzare i ramponcini solo su pendii in cui sia possibile l’arresto in caso di scivolata, in funzione della conformazione del terreno.
Tutte queste limitazioni devono essere prese in considerazione, proprio perché i ramponcini sono caratterizzati da una serie di specificità: minima sporgenza delle punte, moderata adesione torsionale e bassa adattabilità alla taglia della calzatura.
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