Dall’elefante al koala, dal pinguino al leopardo delle nevi, a livello globale la dimensione media delle popolazioni di animali è in costante calo da 50 anni.
Prendiamo per esempio la tigre, il più grande felino del Pianeta: la sua popolazione si è ridotta del 96% rispetto agli inizi del novecento; il pinguino imperatore che potrebbe perdere fino al 50% delle sue colonie dell’Antartide.
Nella più recente stima complessiva, la popolazione delle due specie africane di elefante (elefante di savana e elefante di foresta) è stata stimata di 415.000 esemplari: rispetto ai 12 milioni di elefanti dell’inizio del novecento, nell’arco di un secolo è scomparso più del 90% degli individui.
Le specie animali del Pianeta sono in “caduta libera” nella loro corsa verso l’estinzione, che in questi ultimi anni, sotto il peso delle attività umane insostenibili, ha visto un’impressionante accelerazione.
Un quadro generale della perdita di natura è nell’ultimo rapporto del WWF, il Living Planet Report (scarica qui il documento), che ha analizzato, tra i tanti dati, la diminuzione di popolazioni di vertebrati in tutti gli ecosistemi: quello terrestre ha visto una riduzione del 69% delle popolazioni animali, quello di acqua dolce – il più drammatico – dell’85%, e quello marino del 56%, con squali e razze tra le specie più colpite.
Il rapporto 2024 rivela un “sistema in pericolo” mentre il mondo si avvicina a punti di non ritorno pericolosi e irreversibili causati dalla perdita di natura.
Il Living Planet Index (LPI), fornito dalla ZSL (Zoological Society of London), si basa sui trend di quasi 35.000 popolazioni di 5.495 specie di vertebrati dal 1970 al 2020.
Buone notizie per il gorilla di montagna
Per salvare le specie animali si può fare tanto. Ne è un esempio il caso di una delle specie simbolo dell’Africa: il gorilla di montagna. Questi animali, dopo lo scimpanzè, sono i nostri parenti più prossimi, condividendo oltre il 98% del loro corredo genetico con la nostra specie.
Bracconaggio e distruzione del loro habitat hanno decimato i gorilla. I territori che vengono deforestati si trasformano completamente e questo provoca conflitti con le popolazioni umane per lo spazio e le risorse.
Ma, nonostante un drammatico calo demografico nei decenni scorsi, ora gli sforzi di conservazione stanno avendo successo: il gorilla di montagna è tra le poche specie che ha visto una crescita di popolazione. Sul massiccio del Virunga la sottospecie è aumentata del 3% l’anno tra il 2010 e il 2016. La collaborazione tra WWF e altre organizzazioni internazionali ha supportato il Programma Internazionale per la conservazione del gorilla (IGCP).
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