di Giacomo Broggi
Dalla dimensione globale a quella locale. Dalle COP sul clima ai tanti progetti europei declinati su scala locale e regionale. Il cambiamento climatico mostra i suoi effetti dirompenti con sempre maggior frequenza, attraverso inondazioni, eventi metereologici estremi, scioglimento dei ghiacciai, ma anche siccità – con un calo verticale della disponibilità naturale di risorsa idrica rinnovabile del 18% nel 2023 rispetto alla media nazionale del periodo 1951-2023 (fonte ISPRA). Un problema che ha dunque diverse facce e al quale è sempre più urgente fornire risposte concrete attraverso politiche di adattamento e mitigazione guidate da una visione globale, e un’articolata governance multilivello, in cui l’ultimo miglio rappresenta il terreno chiave per massimizzarne l’efficacia, attraverso la realizzazione di opere e interventi sui territori.
Sono tanti i temi che Fondazione Lombardia per l’Ambiente ha affrontato partecipando all’ultima COP29 che ha chiuso i battenti a BAKU sabato 23 novembre. Questioni che riguardano l’ambito globale, come l’accordo in extremis sulla finanza climatica – esemplificativo di quanto ormai sia difficile negoziare. E che toccano tutti i settori produttivi: dai trasporti all’edilizia fino all’agricoltura e all’energia, per citare alcuni dei più chiacchierati nei corridoi della COP azera.
Grande attenzione è stata riservata poi alle aree montane (non solo le Alpi, ma anche le Ande, la catena del Kilimangiaro, l’Himalaya, ecc). Luoghi essenziali da cui dipendono servizi eco-sistemici per le città. E al Mediterraneo, l’area del nostro pianeta dove le temperature crescono con la maggior velocità. Problemi globali, ma con ricadute locali.
In questo scenario Fondazione Lombardia per l’Ambiente è impegnata in diversi progetti per combattere gli effetti negativi del cambiamento climatico. A partire dal progetto europeo ALPHA (Advancing 5th-Generation District Heating and Cooling Networks in Alpine Space), del programma Interreg Alpine Space, in cui è capofila di un partenariato costituito da 9 realtà del settore pubblico e privato. Il progetto, che ha a disposizione un budget di oltre 2 milioni di euro, mira a contribuire alla riduzione delle emissioni climalteranti e ad aumentare l’efficienza energetica grazie all’impiego di reti di teleriscaldamento e raffrescamento di quinta generazione nei territori alpini di Italia, Austria, Germania, Francia e Slovenia.
Un’altra iniziativa di respiro europeo al quale Fondazione Lombardia per l’Ambiente ha preso recentemente parte è CLIMATE (Improving EU regions’ environmental and socioeconomic resilience to climate change), progetto del programma Interreg Europe. Con CLIMATE si vuole mettere in atto un approccio integrato alla governance climatica che affronti le cause alla base della vulnerabilità territoriale e promuova una pianificazione proattiva della gestione delle catastrofi che, come abbiamo osservato negli ultimi anni, sono sempre più frequenti, con conseguenze drammatiche e costi enormi in termini di denaro.
Infine, un progetto partito a dicembre del 2024 è CMV4clima (Context specific climate risk assessment and adaptation strategies for the Valchiavenna Alpine territory), sostenuto dal programma di finanziamento europeo CLIMAAX 2024 (CLIMAte risk and vulnerability Assessment framework and toolboX), a sua volta sostenuto economicamente da Horizon Europe, il programma quadro dell’Unione europea per la ricerca e l’innovazione per il periodo 2021-2027. Il progetto CMV4Clima ha come obiettivo principale quello di fornire una comprensione dettagliata delle minacce climatiche attuali e future della Valchiavenna come, ad esempio, il dissesto idrogeologico e gli eventi meteorologici estremi al fine di aumentare la resilienza e ridurre la vulnerabilità ai cambiamenti climatici. La Fondazione supporterà il beneficiario, Comunità Montana di Valchiavenna, nel predisporre la valutazione del rischio climatico e le strategie di adattamento per quella porzione di territorio, così strategico, per la sua vulnerabilità, nello studio dei cambiamenti climatici. Un perfetto esempio di come la dimensione globale non possa prescindere dall’impegno sul territorio per combattere gli effetti negativi del cambiamento climatico.
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