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VALUTAZIONE SATELLITARE

L’impatto devastante dei bombardamenti sul sistema agroalimentare a Gaza

La FAO, con il supporto delle valutazioni geospaziali del Centro satellitare delle Nazioni Unite, evidenzia la distruzione del sistema agroalimentare a Gaza

L’impatto devastante dei bombardamenti sul sistema agroalimentare a Gaza
Personale della FAO osserva la distruzione dei mezzi agricoli a Khan Younis, nella Striscia di Gaza. © FAO News and Media

Luca Serafini Luca Serafini 29 Gen 2025

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), nella Striscia di Gaza, oltre 2 milioni di persone hanno urgente bisogno di assistenza a causa della distruzione della produzione agricola provocata dai bombardamenti e dall’invasione militare israeliana.

«Il cessate il fuoco offre un’opportunità cruciale per affrontare la catastrofica crisi alimentare a Gaza, consentendo la consegna degli aiuti d’emergenza e avviando i primi sforzi di recupero. Ma questo è solo l’inizio di un lungo viaggio per riprendersi dalla devastazione. Avremo bisogno di una pace duratura e di accesso per soddisfare gli immensi bisogni e garantire che nessuno a Gaza venga lasciato indietro» ha dichiarato la Vice direttore generale della FAO, Beth Bechdol.

Beth Bechdol

Vice direttore generale della FAO, Beth Bechdol. © FAO News and Media / Giulio Napolitano

Gli sforzi immediati per la ripresa dovranno avere come priorità la ricostruzione delle infrastrutture agroalimentari, come serre, pozzi e impianti solari, e l’aumento della fornitura dei mezzi di produzione agricoli critici per ripristinare la produzione alimentare locale.

«Queste azioni rappresentano un ponte tra le attività di soccorso immediate e gli interventi di sviluppo a più lungo termine per sostenere il diritto all’alimentazione» ha dichiarato Bechdol.

agricoltura a Gaza

Nella Striscia di Gaza, oltre 2 milioni di persone rischiano la fame. © FAO News and Media

Il conflitto, durato 15 mesi, ha ucciso più di 46.600 persone, secondo le autorità sanitarie palestinesi. Vittime che potrebbero essere molte di più, secondo lo studio “Traumatic injury mortality in the Gaza Strip from Oct 7, 2023, to June 30, 2024: a capture–recapture analysis” della London School of Hygiene & Tropical Medicine (LSHTM), pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet

I ricercatori hanno stimato che fino allo scorso giugno le vittime ammontassero a 64.260. Di queste, secondo quanto denuncia l’Ufficio del Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR), il 70% sono donne e bambini.

agricoltura a Gaza

FAO Geospatial Assessment

Non c’è più cibo a Gaza

Per fare un quadro preciso della situazione alimentare nella Striscia di Gaza, l’ultima valutazione geospaziale effettuata dalla FAO e dal Centro satellitare delle Nazioni Unite (UNOSAT) tra ottobre e dicembre 2024 rivela che l’entità dei danni ai terreni agricoli di Gaza ha raggiunto livelli senza precedenti.

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Secondo la valutazione, il 75% dei campi un tempo utilizzati per le coltivazioni, così come i frutteti di ulivi, sono stati danneggiati o distrutti. Più di due terzi dei pozzi agricoli (1.531 in totale) non sono più funzionanti, il che ostacola l’irrigazione. Le perdite di bestiame sono del 96%, la produzione di latte si è quasi arrestata e solo l’1% del pollame è rimasto in vita. Anche il settore della pesca è sull’orlo del collasso, aggravando ulteriormente l’insicurezza alimentare.

Prima dell’inizio del conflitto, oltre 560.000 persone dipendevano interamente o parzialmente dalla coltivazione, dalla pastorizia o dalla pesca per il proprio sostentamento.

agricoltura a Gaza

Nella Striscia di Gaza, il 75% delle coltivazioni è stato distrutto. © FAO News and Media

Nell’immediato, la FAO chiede 74,5 milioni di dollari per assistere 154.100 agricoltori, pastori, pescatori e donne con mezzi di produzione agricoli d’emergenza e supporto tecnico, nell’ipotesi di una stabilità costante garantita dal cessate il fuoco e di un miglioramento delle condizioni di accesso e di consegna. L’abolizione del divieto di importazione è indispensabile per consentire l’inizio degli sforzi di ripresa del settore agricolo.

La FAO sta acquistando teli di plastica per serre, vaccini, blocchi energetici e capannoni di plastica per animali. Queste forniture sono fondamentali per ripristinare la produzione alimentare, proteggere gli animali e ripristinare i mezzi di sussistenza.

 

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