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Società
trasporto di animali vivi

Dalla Lombardia a Gaza: il viaggio delle navi stalla

Dalla Lombardia a Gaza: il viaggio delle navi stalla

Redazione RN Redazione RN 29 Apr 2019

Mucche caricate sulle navi stalla e fatte viaggiare per tutto il Mediterraneo, come se fossero merce.

È una pratica crudele – oltre che estremamente onerosa per l’ambiente – quella del trasporto di animali vivi. Ora, le nuove indagini condotte da Animals International (AI) e diffuse in Italia da LAV e CIWF mostrano cosa accade agli animali durante e dopo il trasporto.

 

Il viaggio tipo di una nave

L’inchiesta mostra il viaggio di un carico di bestiame di provenienza italiana e diretto a Gaza.

Il viaggio degli animali si svolge sia su gomma, sia via mare: dalla Lombardia i bovini sono diretti via terra verso il porto di Marsiglia. Da qui parte la lunga traversata del Mediterraneo, che si concluderà in Egitto. Ma il viaggio non è ancora finito: una volta sbarcati dalla nave stalla, gli animali saranno caricati su di un camion per compiere l’ultima parte del tragitto.

 

Cosa accade nei Paesi di destinazione

Le mete di destinazione sono i Paesi del Golfo Persico e del Medio Oriente, stati in cui la domanda di carne continua a essere forte, ma che non dispongono degli spazi necessari per allevare in loco il bestiame.

«Qui gli animali sono uccisi brutalmente, senza alcun tipo di stordimento, in mattatoi di fortuna, macellerie, persino per strada. Il video, che rappresenta la prassi in molti Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, vede il bovino issato a un pilastro, o a un muro, con una corda legata al collo – ha commentato Gabriel Paun, Direttore europeo di AI, ai microfoni di Edoardo Stoppa, inviato di Striscia la Notizia che ha realizzato un servizio basandosi proprio sull’inchiesta condotta da Animal International –. Ancora libero di muoversi, cerca di difendersi e di sfuggire, cosa che rende difficile per l’operatore colpirlo al collo. Ne risultano numerose ferite inferte all’animale, ancora vivo e cosciente, che morirà dopo lunghe e atroci sofferenze».

Dalle indagini, inoltre, emerge che allevatori e trasportatori sono al corrente delle pratiche adottate nei Paesi terzi che, proprio perché «non si fidano di importare carne di animali uccisi in Europa» acquistano animali vivi da macellare in loco.

 

Quanti animali vengono esportati

Lo scorso febbraio il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione non legislativa per fermare il trasporto di animali vivi verso i Paesi che non sono in grado di garantire sufficienti standard di protezione.

Nonostante questo, il business delle navi stalla è una realtà che genera milioni di Euro di indotto. Ogni anno, in Europa un milione di capi di bestiame sono diretti verso Paesi Extra UE. L’Italia, nel 2018, ha esportato complessivamente 28.312 bovini, provenienti in larga parte dagli allevamenti di Veneto e Lombardia. Di questi, oltre 10mila erano diretti con le navi stalla verso il Nord Africa, la Turchia e il Medio Oriente.

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