Una recente ricerca scientifica ha portato alla luce scoperte sorprendenti sulle somiglianze tra il cervello dei pappagalli e quello degli esseri umani per quanto riguarda l’apprendimento vocale. Questo studio realizzato da un gruppo di ricerca della NYU Grossman School of Medicine, pubblicato sulla rivista Nature, ha rivelato che l’organizzazione cerebrale dei parrocchetti presenta analogie notevoli con le aree del cervello umano coinvolte nella produzione del linguaggio.
Diversamente dai fringuelli zebra, con capacità di apprendimento vocale limitate, i parrocchetti possono generare molteplici output vocali flessibili, inclusi i suoni del linguaggio umano imitato.
Questa capacità li rende un modello fondamentale per studiare i meccanismi neurali coinvolti nell’apprendimento vocale.
Una organizzazione cerebrale convergente
Il linguaggio umano è una forma articolata di comunicazione, con un controllo ben definito degli organi vocali per generare parole.
Non soltanto gli esseri umani riproducono delle vocalizzazioni, anche gli uccelli riescono a farlo in maniera differente.
La struttura cerebrale dei parrocchetti mostra un’organizzazione funzionale per la produzione vocale che somiglia molto a quella delle cortecce motorie del linguaggio umano.
Gli studiosi hanno concentrato la loro attenzione sul nucleo centrale dell’arcopallio anteriore (AAC) nel proencefalo del pappagallo, una regione analoga alle aree motorie del linguaggio umano, ascoltando le registrazioni neurali di pappagalli e fringuelli zebra, per comprendere come la produzione vocale è codificata nel cervello.

Fringuello zebra © DrNickStafford via pixabay.com
Le due specie di uccelli controllano le vocalizzazioni tramite regioni differenti del cervello.
I pappagallini impiegano il nucleo centrale dell’arcopallio anteriore, che si collega alla siringa (l’organo vocale aviario) tramite il tronco encefalico, i neuroni che si trovano all’interno realizzano una “mappa motoria vocale” che rispecchia le proprietà spettrali delle vocalizzazioni dell’uccello, come l’altezza e la struttura armonica.
Effetti per la comunicazione umana
La scoperta di un’organizzazione cerebrale convergente nei pappagalli e negli esseri umani rammenta che queste somiglianze potrebbero essersi evolute indipendentemente, sottolineando l’importanza evolutiva della comunicazione vocale complessa.
La ricerca potrebbe portare dunque, a una migliore comprensione del controllo motorio del linguaggio umano e all’aumento di interventi terapeutici per i disturbi della comunicazione che possono derivare da traumi causati da un ictus.
Grazie a questi paralleli inattesi tra le strutture cerebrali aviarie e umane, il pappagallo è diventato un modello animale cruciale per la ricerca futura sulla produzione del linguaggio e sulle condizioni neurologiche correlate.
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