Ha preso il via LIFE POLLINETWORK, il più ambizioso progetto italiano per la conservazione degli insetti impollinatori, essenziali per la biodiversità e per il 75% della nostra produzione alimentare. Il progetto è iniziato il 1° settembre 2025 e si concluderà nell’agosto 2030.
Cofinanziato dall’Unione Europea, l’iniziativa è coordinata dal WWF Italia e riunisce una vasta e strategica alleanza a livello nazionale per contrastare il preoccupante declino di api, farfalle e sirfidi.
Il sostegno finanziario europeo e nazionale
LIFE POLLINETWORK ha un budget globale di oltre 5,2 milioni di euro, documentando la rilevanza strategica a livello continentale della sua missione.
Il progetto riceve un cofinanziamento significativo dall’Unione Europea attraverso il programma LIFE, con un contributo di oltre 3,1 milioni di euro, oltre a essere supportato anche da un contributo economico del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e della Fondazione CARIPLO.
Questa solida base finanziaria consente l’attuazione degli interventi su vasta scala e il rigoroso monitoraggio scientifico.
Una rete strategica contro la crisi
Il progetto vede la partecipazione di enti gestori di infrastrutture critiche, università e centri di ricerca, aziende agricole, gestori di aree protette e organizzazioni ambientaliste. Tra i partner figurano giganti come Anas e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) del Gruppo FS, Terna, la confederazione agricola Copagri, oltre a prestigiose università come l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, l’Università di Torino e l’Università di Pisa, e l’ISPRA.
L’obiettivo è creare una vera e propria rete nazionale di habitat favorevoli che permetta a questi insetti vitali di nutrirsi, riprodursi e muoversi in sicurezza.
Ma il cuore innovativo di LIFE POLLINETWORK dimora nella creazione delle “Buzz Lines” (Linee del Ronzio): corridoi ecologici che trasformeranno i margini di strade, ferrovie e stazioni elettriche in rifugi fioriti.
Il progetto prevede il ripristino di 88 ettari in aree che includono infrastrutture, Oasi WWF e aziende agricole. Le attività di ripristino si concentreranno in undici regioni italiane, che sono: Piemonte, Lombardia, Trentino, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Sardegna e Sicilia.
Verranno adottati nuovi metodi di gestione e ripristino degli habitat, utilizzando un mix di sementi autoctone selezionate appositamente per gli impollinatori.
I partner come Anas, RFI e Terna si attiveranno sulle loro aree di competenza, trasformando spazi in precedenza gestiti con pratiche poco amichevoli verso la fauna selvatica in aree di conservazione attive.
Scienza, tecnologia e obiettivi per il 2030
Per assicurare l’efficacia degli interventi, le Università e i centri di ricerca guideranno un rigoroso monitoraggio scientifico degli effetti sui tre principali gruppi di impollinatori. Sarà, inoltre, sviluppato un sistema digitale per supportare le decisioni operative e ottimizzare la progettazione degli interventi di ripristino.
Entro la conclusione del progetto, gli obiettivi chiave implicano:
- Un aumento stimato del +10% al +30% degli impollinatori monitorati nelle aree di intervento.
- Il coinvolgimento di almeno 100.000 cittadini, inclusi 5.000 tra docenti e studenti, attraverso bioblitz ed eventi per aumentare la consapevolezza sull’importanza cruciale di questi insetti.
- L’elaborazione di documenti tecnici e linee guida da parte di ISPRA per supportare il Piano d’Azione Nazionale per gli impollinatori.
LIFE POLLINETWORK è un passo avanti per l’Italia nel contribuire alla strategia nazionale per la biodiversità e al nuovo regolamento Europeo sul ripristino della natura, puntando a diventare un modello europeo di tutela degli impollinatori.
Il futuro della nostra tavola e della biodiversità dipende da questi piccoli ma fondamentali insetti. LIFE POLLINETWORK è la risposta concreta dell’Italia a questa emergenza globale.
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