L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), in collaborazione con il Regno del Bhutan, sta mettendo in contatto le tessitrici del Paese con il mondo esterno. Gli effetti del programma vanno oltre la moda etica: dimostrano come un patrimonio culturale tangibile possa evolversi, fondendo generazioni di conoscenze con l’innovazione per creare nuove opportunità per le donne delle comunità montane.
Nel villaggio di Goenpa Kabab, a circa 2000 metri di quota tra le montagne himalayane del Bhutan, vive una comunità buddista di tradizione matriarcale, in cui le donne si dedicano con orgoglio alla tessitura dei tradizionali abiti Kishuthara. Alcune di esse hanno ricoperto il ruolo di tessitrici reali per regine e principesse bhutanesi.
Nelle comunità montane la tessitura è una tradizione tramandata di madre in figlia. In quanto principali fonti di guadagno per le loro famiglie, le donne lavorano tutto il giorno al telaio, trasformando la loro arte in reddito, mantenendo viva la loro tradizione.
Questi prodotti artigianali sono molto apprezzati sia all’interno del Paese che all’estero, ma molte tessitrici continuano ad avere difficoltà nell’accedere ai grandi mercati internazionali, come il settore della moda globale.

A circa 2000 metri di quota tra le montagne himalayane del Bhutan, le donne tessono su un caratteristico telaio recitando i mantra, un’antichissima arte di narrazione spirituale. (Fashion for fragile ecosystems – Bhutan 2025) © Kinley Wangchuk / Mountain Partnership / FAO
Le comunità montane incontrano il mondo
Attraverso il progetto finanziato dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo – Moda per Ecosistemi Fragili del Segretariato della Partnership delle Montagne – la FAO e il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Occupazione del Bhutan hanno promosso la collaborazione tra un brand di moda internazionale e le artigiane delle remote comunità montane.
Nell’ambito di questa iniziativa, la stilista e Ambasciatrice di buona volontà della Partnership delle Montagne, Stella Jean, è volata in Bhutan, dove ha lavorato a stretto contatto con stilisti locali e le tessitrici di Goenpa Kabab per co-creare una “capsule collection” con il Kishuthara.
La tessitura tradizionale, con inserti e ricami, ha creato una collezione vivace e contemporanea che è stata presentata alla Settimana della Moda di Milano.
Sherab Tshomo è un’esperta tessitrice di 41 anni che si dedica all’arte del Kishuthara da quando ne aveva otto: «Prima della formazione, non avevo mai considerato il potenziale dei mercati internazionali per i modelli contemporanei. Ero concentrata solo sulla tessitura tradizionale, realizzando semplici borse e tovaglie per i turisti che visitavano il Bhutan. Oggi conosco le opportunità dei mercati internazionali e so come collaborare con altri professionisti del settore tessile» racconta Sherab.
La collaborazione si è avvalsa anche delle competenze di due stiliste bhutanesi, il cui contributo è stato fondamentale per la collezione: Chandrika Tamang e Tashi Zangmo.
Le abilità delle tessitrici bhutanesi sono arrivate sulle passerelle di moda, facendo conoscere al mondo le tradizioni della moda etica di montagna, promuovendo al tempo stesso l’imprenditoria femminile e migliorando i mezzi di sussistenza delle popolazioni montane.
Per la collezione co-creata e presentata a Milano dalla stilista italo-haitiana Stella Jean, le stiliste e le artigiane bhutanesi mantengono i diritti di proprietà intellettuale, consentendo loro di continuare a produrre e vendere i capi a clienti globali attraverso i propri canali.
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