A Samarcanda, in Uzbekistan, si è svolta la 20esima Conferenza delle Parti (COP20) di CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione). Durante questa sessione, sono state prese decisioni storiche per rafforzare in modo significativo la protezione globale delle specie di squali e razze minacciate. Queste misure includono l’inserimento degli squali pinnabianca oceanici (Carcharhinus longimanus) e degli squali balena (Rhincodon typus) nell’Appendice I; nuovi inserimenti nell’Appendice II per i centrofori comune (Centrophorus granulosus), i palombi lisci (Mustelus mustelus) e le cagnesche (Galeorhinus galeus), e una maggiore protezione per le specie di razze. Queste azioni rappresentano un importante passo avanti negli sforzi globali per combattere il commercio illegale di fauna marina selvatica.
Minacciati dal mercato internazionale
Squali e razze necessitano di protezione nel commercio internazionale, perché il mercato globale delle pinne, della carne e dell’olio di fegato ha contribuito al declino delle popolazioni di tutte le specie.
Le nuove restrizioni al commercio internazionale adottate in ambito CITES dalla COP20 contribuiscono a colmare le lacune legali e normative che sono state sfruttate dalle reti criminali organizzate.
La soddisfazione di Wildlife Justice Commission
Alla CITES COP20, Wildlife Justice Commission – Associazione che contrasta le reti criminali transnazionali che trafficano in fauna selvatica, legname e pesce – ha presentato i risultati operativi delle sue indagini sul traffico di pinne di squalo, che hanno rivelato dichiarazioni di esportazione sistematicamente false, l’uso di permessi fraudolenti, l’occultamento di pinne all’interno di spedizioni legali e il traffico persistente di squali del reef, in particolare squali pinna bianca oceanici, nonostante la loro precedente inclusione nell’Appendice II. Questi risultati sottolineano la portata e la sofisticatezza del commercio illegale e l’urgente necessità di protezioni globali più forti.
«Accogliamo con favore tutti gli inserimenti nella lista delle specie protette, poiché queste misure di protezione rafforzate sono fondamentali per salvaguardare le popolazioni vulnerabili. In particolare, il divieto di tutto il commercio internazionale di prodotti derivati dagli squali pinna bianca oceanici è un riconoscimento essenziale e atteso da tempo della portata del commercio illegale che minaccia questa specie» ha affermato Olivia Swaak-Goldman, direttore esecutivo di Wildlife Justice.
L’efficacia delle nuove protezioni
Le decisioni prese alla COP20 renderanno l’applicazione della legge più chiara e semplice, quindi più difficile da eludere per i trafficanti. Infatti, più specie sono protette, meno scappatoie potranno sfruttare le reti criminali per trasportare pinne di squalo attraverso i confini internazionali.
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