Il livello ridotto dell’acqua, dovuto alla chiusura temporanea degli scarichi del Naviglio, ha fatto venire alla luce una grave concentrazione di rifiuti plastici e di vetro accumulati lungo l’alveo del canale Nasino, in prossimità della roggia Rabica, nel Comune di Morimondo.
I Guardiaparco del Parco Lombardo della Valle del Ticino Davide Cameroni e Arianna Calcaterra hanno messo in atto un tempestivo intervento sul campo.
I due erano impegnati in un’attività di monitoraggio e controllo dei canali secondari a seguito dello sversamento di idrocarburi nel Naviglio,
A fronte della situazione di pericolo, i Guardiaparco sono intervenuti tempestivamente approfittando del livello ridotto dell’acqua. Sebbene la procedura ordinaria preveda la sola segnalazione agli Enti competenti, la priorità di tutelare l’ambiente ha spinto gli agenti ad agire subito: un ritardo avrebbe infatti comportato la dispersione della massa di rifiuti nel fiume Ticino e nei boschi circostanti, all’innalzamento della portata idrica.
L’operazione straordinaria si è conclusa con la rimozione di sei grossi sacchi di plastica e uno di vetro, successivamente destinati allo smaltimento presso la piattaforma ecologica autorizzata.
- © Parco del Ticino
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Presenza capillare sul territorio per monitorare e intervenire
«Quanto accaduto a Morimondo dimostra quanto sia fondamentale avere personale presente sul territorio, capace non solo di controllare, ma anche di intervenire quando la situazione lo richiede. Voglio ringraziare personalmente Davide ed Arianna, ma in generale tutti i nostri Guardiaparco e i Volontari per la loro sensibilità professionale: di fronte al rischio che quella massa di plastica e vetro finisse nel Ticino hanno scelto di agire subito, andando oltre la semplice segnalazione e mettendo al primo posto la tutela dell’ambiente. Sei sacchi di plastica e uno di vetro rimossi possono sembrare un dettaglio, ma significano centinaia di rifiuti in meno dispesi nel nostro ecosistema. Ora è giusto individuare l’origine di quell’accumulo e lavorare con gli Enti competenti perché situazioni simili non si ripetano. Il Parco deve essere questo: presenza, responsabilità e capacità di intervenire concretamente prima che il danno diventi irreversibile» afferma il Presidente del Parco, Ismaele Rognoni.
Salvaguardia del patrimonio naturale
Il lavoro dei Guardiaparco proseguirà ora su due fronti strategici: indagare l’origine dell’inquinamento per capire come un tale quantitativo di plastica sia giunto in quel punto, e dal punto di vista tecnico, con gli uffici preposti del Parco del Ticino e i gestori del canale, trovare una soluzione tecnica, come posizionare una barriera contenitiva, intervento che verrà fatto in collaborazione con gli enti coinvolti.
«In accordo con tutti gli Enti competenti promuoveremo l’installazione di sgrigliatori che permettano di intercettare e rimuovere i materiali plastici, ma ci tengo molto a sottolineare che è necessario intensificare le attività di educazione e sensibilizzazione del grande pubblico in merito alla corretta gestione e smaltimento di plastica. Le famiglie, la scuola, gli enti, le associazioni possono e devono fare di più affinché si faccia di tutto per usare meno plastica e, soprattutto, perché si smetta subito di gettare rifiuti nei campi, nei boschi, nei corsi d’acqua. I problemi vanno affrontati a monte, perché rincorrere plastiche (o sostanze ancora più inquinanti) buttate all’interno di corsi d’acqua, non risolve il problema!» dichiara il direttore dell’Ente, Claudio de Paola.
L’installazione della barriera permetterà di intercettare e rimuovere agevolmente i rifiuti tramite operazioni di pulizia ordinaria, impedendo che la plastica possa riversarsi nel Canale Nasino e, di conseguenza, nel fiume Ticino.
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