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Dialogare con gli alberi è possibile

Dialogare con gli alberi è possibile

Redazione Redazione 16 Apr 2020

 

È arrivata in redazione una mail con la proposta di pubblicare uno scritto: “Dialogare con gli alberi è possibile”. L’autore è un personaggio particolare che ci ha subito colpiti per la sua semplicità ed ecletticità. Vive nelle Marche e si descrive poeta/artigiano, compositore e contadino. Produce vino, olio, ortaggi, prepara confetture di rosa canina, prugnolo selvatico e sambuco. Pota gli alberi, ma non li ferisce nel corpo e nemmeno nell’anima. Cura antichi meli perché non vadano perduti e cerca varietà di erbe dimenticate che utilizzavano i nostri nonni. Dopodiché, con alberi di sorbo e nespole produce “squisiti liquori”.
Inoltre, scrive di minoranze etniche e, in qualità di musicista, compone musiche per lo yoga, che pratica personalmente all’aperto…

 

 

di Fabio Strinati

 

La cosa più importante per la nostra Terra è salvaguardare gli alberi e non continuare a disintegrare il Pianeta attraverso una deforestazione spregiudicata e ingorda.

E, soprattutto, ricordare che anche gli alberi hanno un’anima. Si parla di anima verde e dell’immensa e smisurata energia positiva che emanano. Un’energia in grado di penetrare ogni poro della nostra pelle, ogni minuscola cellula della nostra esistenza.

Assorbire la forza che sprigionano gli alberi è una delle esperienze più prodigiose che l’uomo possa tentare. Il contatto può avvenire in un bosco, in montagna, o in campagna, dove ci sono diversi tipi di alberi.

In sintonia con la nostra anima

Toccare con le proprie mani il tronco di un albero, meglio se vetusto, porta al proprio corpo un enorme beneficio.

Una sorta di vigoria positiva viene emessa dall’albero nel momento stesso in cui lo esploriamo con i nostri occhi, attraverso una fase iniziale di corteggiamento. Possiamo, attraverso il palmo delle mani, sentirne il battito cardiaco, il respiro, il suo processo di fotosintesi clorofilliana.

Per esperienza personale, posso testimoniare che ogni albero è in grado di sintonizzarsi con la nostra anima. Lo scambio delle frequenze avviene nel momento in cui riusciamo a distaccarci dal presente, entrando successivamente in una fase di totale rilasciamento. Una sorta di limbo catarchico con la Natura. Tutto ha inizio nel momento in cui il nostro “io” interiore riesce con estrema naturalezza a comprendere l’albero come vera e propria forma di vita cosmica.

L’Albero Cosmico

Gli alberi hanno da sempre ammaliato l’uomo, per la loro pluricentenaria longevità che connette diverse generazioni umane, per la forza dei tronchi, energici e possenti, e per la solenne dimensione delle chiome. Tanto che, soprattutto nelle antiche civiltà, l’uomo ha  conferito agli alberti connotazioni di sacralità. L’incarnazione dell’Albero Cosmico è assai presente anche nel nostro periodo storico. Carl Gustav Jung scoprì che l’immagine dell’albero affiorava con costanza nei sogni di parecchi suoi pazienti, nei momenti di malassere, come immagine d’appoggio del processo di integrazione e crescita.

Dialogare con gli alberi è possibile, soprattutto attraverso la nostra sensibilità: percepirne le emozioni, i piaceri, i dolori. Un albero parla attraverso il colore della sua chioma, tramite l’odore del suo fusto e il sapore dei suoi frutti.

Ogni albero, possiede il proprio percorso, la propria storia, le proprie necessità ed abitudini. Rispettiamo gli alberi. Ascoltiamoli. Dialoghiamo con loro.

Se volete rilassarvi con la musica di Fabio ecco il link:

 

 

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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