• Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
La Rivista della Natura
  • Ogni giorno notizie su Uomo, Ambiente e Pianeta

  • Abbonamenti
  • Autori
  • Pubblicità
  • vai
  • vai
La Rivista della Natura
  • vai
  • vai
  • Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
condividi twitta WhatsApp
stai leggendo La castanicoltura tradizionale diventa Presidio Slow Food: una rete per salvare i castagneti italiani
Prima pagina
Eco Lifestyle
Cibo e benessere
L'ALBERO DEL PANE

La castanicoltura tradizionale diventa Presidio Slow Food: una rete per salvare i castagneti italiani

Un intero sistema fatto di alberi, paesaggi, saperi, tecniche agricole e comunità al centro di un nuovo progetto, cui aderiscono inizialmente una decina di produttori distribuiti in sette Regioni

La castanicoltura tradizionale diventa Presidio Slow Food: una rete per salvare i castagneti italiani
© Oliylkaeng / Wikimedia Commons

Redazione Redazione 18 ore fa

La castanicoltura tradizionale italiana entra ufficialmente tra i Presìdi Slow Food. Il nuovo progetto è stato presentato a Torino durante Terra Madre Salone del Gusto 2026 e ha una caratteristica particolare: non nasce per proteggere soltanto una varietà di castagna o un prodotto tipico, ma l’intero patrimonio culturale, ambientale e produttivo legato al castagno.

 

Il nuovo Presidio riunisce, in questa prima fase, una decina di produttori distribuiti tra Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Basilicata e Calabria. Sono gli stessi protagonisti che nel 2021 avevano dato vita alla Rete Slow Food dei Castanicoltori, nata con l’obiettivo di riportare l’attenzione sulla castanicoltura delle aree interne e delle Terre Alte.

Non soltanto castagne

La scelta di Slow Food parte da una considerazione: il castagno non è semplicemente una coltura da frutto. Per secoli ha rappresentato una delle principali risorse alimentari ed economiche delle comunità montane italiane, tanto da essere conosciuto come “albero del pane”.

 

I castagneti tradizionali sono allo stesso tempo sistemi produttivi, paesaggi e habitat. La loro gestione contribuisce alla protezione dei versanti, alla prevenzione degli incendi e alla conservazione della biodiversità. Al loro interno sopravvivono inoltre tecniche agricole e conoscenze trasmesse di generazione in generazione, dalle potature agli innesti, fino alle modalità di raccolta, essiccazione e trasformazione delle castagne.

 

È proprio questo insieme di elementi che il Presidio vuole salvaguardare. L’obiettivo non è quindi soltanto recuperare la produzione di Castanea sativa e valorizzare le castagne in cucina, ma mantenere in vita un sistema agricolo e culturale che rischia di scomparire con l’abbandono dei castagneti.

castagneti italiani

© Lena Helfinger via pixabay.com

Una biodiversità spesso poco conosciuta

Dietro il termine generico “castagna” esiste, infatti, una grande diversità locale. Nel corso dei secoli i castanicoltori hanno selezionato e moltiplicato ecotipi adatti alle caratteristiche dei diversi territori, attraverso pratiche come la scelta delle marze e gli innesti.

 

Per questo due castagneti situati in regioni diverse possono avere varietà, caratteristiche produttive e tecniche di gestione differenti. Il recupero di questa biodiversità è uno degli obiettivi della Rete Slow Food e ora costituisce anche una parte centrale del nuovo Presidio.

 

Il problema è che questa conoscenza rischia di interrompersi. Tra le criticità individuate dalla Rete ci sono infatti l’abbandono dei castagneti, il mancato ricambio generazionale, la frammentazione delle aziende, la difficoltà di remunerare adeguatamente il lavoro dei produttori e i danni provocati da cambiamenti climatici, organismi nocivi e fauna selvatica. La superficie media delle aziende castanicole è inoltre molto ridotta, intorno ai due ettari.

SOLO IN ABBONAMENTO

LA RIVISTA DELLA NATURA, il trimestrale su carta.

Il Manifesto della Rete: recuperare i castagneti e le comunità

La nascita del Presidio rappresenta quindi un ulteriore passo di un percorso iniziato alcuni anni fa. La Rete Slow Food dei Castanicoltori ha individuato nel proprio Manifesto una serie di obiettivi che vanno dalla tutela delle varietà locali alla gestione sostenibile dei castagneti, dal recupero dei vecchi impianti alla valorizzazione degli essiccatoi tradizionali e dell’architettura rurale.

 

Tra le pratiche indicate dalla Rete c’è anche una gestione che riduca il ricorso alla chimica di sintesi e alle lavorazioni del terreno, favorisca l’uso di prodotti organici e mantenga l’inerbimento naturale sotto gli alberi. Un altro obiettivo è ricostruire filiere più trasparenti ed eque, nelle quali una quota maggiore del valore generato dalla castagna possa rimanere ai produttori.

 

Il filo conduttore è la rigenerazione delle Terre Alte: mantenere in attività i castagneti significa infatti mantenere attive anche competenze, economie locali e comunità che altrimenti rischiano di scomparire.

La Custode, una mappa per raccontare i castagneti

A questo lavoro si affianca La Custode, un progetto dedicato alla conoscenza della castanicoltura italiana che utilizza il linguaggio del cinema documentario. La Custode si presenta come la Mappa Filmica dei Castagneti Italiani, uno strumento per orientarsi all’interno della Rete Slow Food dei Castanicoltori. Il progetto raccoglie video e testimonianze direttamente dai territori e racconta le persone che vivono intorno al castagno: castanicoltori, mugnai, vivaisti, falegnami, ricercatori, cuoche e altri protagonisti della filiera.

 

L’idea è costruire una sorta di documentario diffuso, nel quale ogni territorio e ogni protagonista contribuiscono a raccontare un pezzo della cultura del castagno. Non soltanto il prodotto finale, quindi, ma anche gli alberi, le tecniche di coltivazione, i mestieri, le trasformazioni alimentari e il rapporto tra le persone e il paesaggio.

 

La Custode considera il castagno un simbolo della relazione tra uomo e natura e mette in evidenza anche il possibile ruolo dei castagneti nel futuro delle aree montane. Un castagneto curato, sottolinea il progetto, può contribuire alla vitalità delle comunità locali e alla conservazione di ecosistemi e paesaggi.

castagneti italiani

© Tiburi via pixabay.com

Dalla farina alla cucina

La tutela della castanicoltura passa anche dalla capacità di mantenere vivo l’utilizzo gastronomico del prodotto. Le castagne possono essere consumate fresche oppure conservate ed essiccate; dalla loro trasformazione si ottengono, tra le altre cose, farine utilizzate per pane e pasta, creme e confetture.

 

Il Presidio vuole quindi ricomporre una filiera che parte dal castagneto e arriva fino alla tavola, coinvolgendo non soltanto i produttori ma anche trasformatori, mugnai, cuochi e consumatori.

È un approccio che considera la castanicoltura non come una semplice attività agricola, ma come un sistema nel quale produzione alimentare, biodiversità, paesaggio, cultura e economia locale sono strettamente collegati.

Una sfida per le Terre Alte

Il nuovo Presidio arriva in un momento nel quale molti castagneti italiani sono sottoutilizzati o abbandonati, mentre le difficoltà economiche e il cambiamento climatico rendono più complessa la loro gestione.

 

La scommessa della Rete e del Presidio è dunque riportare il castagno al centro delle strategie per le aree interne, recuperando i vecchi castagneti e le competenze necessarie per mantenerli produttivi. Non si tratta soltanto di produrre più castagne, ma di conservare un paesaggio e un modo di vivere il territorio, creando al tempo stesso condizioni che possano rendere nuovamente interessante la castanicoltura per le nuove generazioni.

 

I produttori del nuovo Presidio saranno inoltre protagonisti della prossima edizione di Castanea Expo, in programma a Firenze Fiera dall’11 al 13 dicembre 2026.

 

Bene, sei arrivato fino alle fine: significa che ami la Natura, proprio come noi.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com

 

  • argomenti
  • agricoltura

Potrebbe interessarti:

La rete ferroviaria diventa ancora più verde

La rete ferroviaria diventa ancora più verde

Moncalisse: il paesaggio diventa architettura e il vino diventa esperienza

Moncalisse: il paesaggio diventa architettura e il vino diventa esperienza

Peta diventa azionista Prada per salvare gli struzzi

Peta diventa azionista Prada per salvare gli struzzi

  • vai
  • vai
La Rivista della Natura
Sezioni
  • Natura
  • Uomo e pianeta
  • Scienza
  • Cultura
  • Eco Lifestyle
  • Viaggi e outdoor
  • Fotografia
  • Natura TV
  • Autori
Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Publiredazionali
  • Abbonamenti
  • Diventa autore
Seguici
  • Facebook
  • Youtube
  • Vimeo
  • Instagram

© 2014 – 2026 Edinat - Edizioni di Natura - Milano · P.I./C.F. 02938530132

  • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}