È uno degli appuntamenti più attesi a livello mondiale per chi fotografa e ama la natura. Il Wildlife Photographer of the Year, il concorso internazionale organizzato dal Natural History Museum di Londra, ha svelato i vincitori per la sua 62° edizione. E per la seconda volta nella storia del concorso, dopo il trionfo di Manuel Presti nel 2005, il vincitore del gran premio è un italiano: Federico Veronesi.
Veronesi è un fotografo naturalista che vive in Kenya da oltre vent’anni. L’immagine vincitrice, The Aftermath (Dopo la tragedia), è stata realizzata nella Huab River Valley, nella regione del Damaraland, in Namibia, e ritrae una femmina adulta di elefante africano mentre emerge dalla boscaglia portando con sé il corpo senza vita del proprio piccolo. È uno scatto intenso, che racconta un momento drammatico senza bisogno di spiegazioni e invita a interrogarsi sulla complessità emotiva e sociale degli animali. «Questa fotografia funziona su così tanti livelli. Emotivamente è un pugno allo stomaco, straziante e commovente. Ritrae tutto quello che il fotografo ha visto in questi animali incredibili: la capacità cognitiva, l’empatia, la compassione, la consapevolezza di sé e la complessità emotiva. Questa fotografia dice davvero tutto» ha dichiarato Kathy Moran, Presidente della giuria.

“Dopo la tragedia” di Federico Veronesi, Italia – Vincitore Wildlife Photographer of the Year 2026. © WPY62
«La fotografia naturalistica a volte ti mette di fronte a momenti molto difficili da affrontare e questo è stato sicuramente il più triste che abbia mai vissuto nei miei oltre 20 anni trascorsi nella natura selvaggia» ha spiegato Veronesi. «All’inizio mi sono sentito sopraffatto, ma alla fine ho capito quanto fosse importante per me catturare le emozioni di questa elefantessa che trasportava il suo cucciolo morto e trasmetterle allo spettatore. Spero che questa immagine possa aprire una piccola finestra sull’anima di queste straordinarie creature e rivelare la profondità dei loro sentimenti a chi forse non le considera ancora esseri pienamente senzienti, meritevoli quanto noi di condividere questo pianeta».
Il fotografo italiano ha ricevuto anche un secondo importante riconoscimento. La sua Sanctuary Survivors (Sopravvissuti del Santuario) ha ottenuto l’Impact Award 2026 e una menzione d’onore nella categoria “Ritratti di animali”. L’immagine mostra un gruppo di rinoceronti bianchi meridionali che si avvicina a una pozza d’acqua nella Solio Game Reserve, in Kenya, sollevando una nuvola di polvere (pubblicata nella locandina dell’esposizione di Milano, qui sotto). La riserva svolge un ruolo importante nella protezione e nella riproduzione del rinoceronte nero, specie in pericolo critico, e del rinoceronte bianco meridionale, oltre a contribuire ai programmi di trasferimento degli animali verso altre aree protette. In questo caso, la fotografia si lega direttamente a una storia di conservazione, mostrando come le immagini possano contribuire a far conoscere anche le esperienze di tutela della fauna.
Il valore del concorso
Non c’è dubbio che l’edizione di quest’anno cambierà la vita professionale di Veronesi: il Wildlife Photographer of the Year è da anni il più prestigioso concorso di fotografia naturalistica del mondo. La sua portata internazionale emerge innanzitutto dai numeri: 65.403 candidature provenienti da 113 Paesi, un record per questa edizione. Le fotografie sono state valutate in forma anonima da una giuria internazionale di esperti, sulla base della creatività, dell’originalità, della qualità tecnica e della rilevanza delle immagini per la tutela della natura. Una selezione che mette a confronto sguardi, sensibilità e approcci diversi, accomunati dalla capacità di documentare la vita selvatica e gli ecosistemi del pianeta.
Come sempre, le immagini sono selezionate in diverse categorie, per ognuna delle quali è stato scelto un vincitore: Comportamento dei mammiferi, Piante e funghi, Subacquee, Fotogiornalismo e così via. Gli scatti raccontano comportamenti animali, dettagli del mondo vegetale, habitat remoti e specie minacciate, ma anche le trasformazioni degli ecosistemi e gli effetti del cambiamento climatico: la fotografia diventa uno strumento per avvicinare il pubblico alla complessità della natura e rendere visibili le sfide che ne minacciano l’equilibrio.
Tre altri italiani protagonisti
Ci sono anche tre altri fotografi italiani premiati con una menzione d’onore. Sono:
- Marco Colombo, nella categoria Subacquee, con Cave of Wonder (La grotta delle meraviglie), fotografia realizzata in una grotta del Friuli-Venezia Giulia che ritrae un raro proteo, anfibio caratteristico degli ambienti carsici sotterranei e vulnerabile all’inquinamento delle acque;
- Fabio Sartori, nella categoria Arte della natura, con Swept Away (Spazzato via), scattata a Valpiana, in provincia di Grosseto, che crea l’illusione ottica di una formica sospesa in aria mentre il vento la trasporta su un seme;
- Carlo Antonio D’Aurizio, nella categoria Zone umide – la visione d’insieme, con Starling Morning Cloud (Nuvola di storni mattutina), che immortala uno spettacolare stormo in volo sopra il fiume Tirino, in Abruzzo.
Il premio riservato ai giovani fotografi, Young Wildlife Photographer of the Year 2026, è stato invece assegnato a Oscar Whitfield, giovane autore dello Zimbabwe e del Regno Unito. La sua fotografia, Labour of Love (Un atto d’amore), è stata scattata nel Parco nazionale dello Zambezi, in Zimbabwe, e ritrae una femmina di scarabeo stercorario mentre trasporta una pallina di sterco destinata al nutrimento della propria larva (immagine in apertura). Un’immagine che dimostra come anche un soggetto apparentemente minuto possa racchiudere una storia completa, fatta di comportamenti, strategie di sopravvivenza e relazioni ecologiche. È anche questo uno degli aspetti distintivi del concorso: accanto ai grandi animali carismatici e ai paesaggi spettacolari, trovano spazio organismi meno conosciuti, ma essenziali per il funzionamento degli ecosistemi.
Tutte le foto a Milano
In contemporanea con il National History Museum di Londra, tutte le 100 fotografie premiate saranno in mostra al Museo della Permanente a Milano dal 20 novembre 2026 al 7 febbraio 2027.
Organizzata dall’Associazione culturale Radicediunopercento, presieduta da Roberto Di Leo, la mostra è da non perdere anche per l’allestimento: le immagini sono presentate in grandi cornici retroilluminate a LED, mentre 25 fotografie selezionate dal pubblico nell’ambito del People’s Choice saranno proiettate in uno slideshow su uno schermo di quattro metri. Una sala video ospiterà inoltre filmati dal backstage, interviste e altri contenuti dedicati alle fotografie vincitrici.
Il programma milanese affianca alla mostra occasioni di approfondimento e divulgazione. Il naturalista e fotografo pluripremiato Marco Colombo condurrà visite guidate il venerdì sera, alle 18.30, 19.30 e 20.30, per accompagnare il pubblico alla scoperta delle storie racchiuse nelle immagini, mentre sono previste quattro serate gratuite di approfondimento, il sabato alle ore 21, con fotografi naturalisti ed esperti di divulgazione scientifica:
- 16 gennaio – Marco Colombo, Bruno D’Amicis, biologo e fotografo, e Ugo Mellone, naturalista e fotografo, presenteranno il libro Mediterraneo: il lato selvaggio.
- 23 gennaio – Nicolò Oppicelli, micologo, giornalista e naturalista, parlerà di Fungi, meraviglie della natura.
- 30 gennaio – Nicola Messina, naturalista, botanico ed esploratore, racconterà Armi, inganni e alleanze, viaggio nelle sorprendenti strategie delle piante.
- 6 febbraio – Emilio Mancuso, biologo marino, presenterà Nemo’s Garden: qui si coltiva il futuro, dedicato al primo e unico sistema al mondo di coltivazione subacquea.
Info
WPY 62 MILANO
Museo della Permanente, Via Filippo Turati 34, Milano
20 novembre 2026 – 7 febbraio 2027
Orari
- tutti i giorni dalle 10 alle 19
- giovedì e venerdì dalle 10 alle 22
- 24 e 31 dicembre dalle 10 alle 18
- 25 dicembre e 1 gennaio chiuso
- chiusura biglietteria 30 minuti prima

“Il luogo di ritrovo” di di James Lewin, UK – Vincitore categoria Animali nel loro ambiente. © WPY62
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