Trenta giovani ibis eremita hanno completato una migrazione di migliaia di chilometri attraverso l’Europa, dalla Germania meridionale alla Spagna. Partito il 23 agosto 2026 dall’aerodromo di Binningen, nel Baden-Württemberg, il gruppo ha raggiunto la Catalogna il 13 settembre e l’Andalusia il 27 settembre, dopo 19 tappe complessive. Tutti gli esemplari sono arrivati nelle aree previste, confermando i progressi del progetto di conservazione Waldrappteam, che utilizza una tecnica speciale per aiutare questa specie a ritrovare le proprie rotte migratorie.
Insegnare agli ibis a migrare seguendo un ultraleggero
L’ibis eremita (Geronticus eremita) è un uccello dal piumaggio scuro, la testa priva di penne e un lungo becco ricurvo. Un tempo diffuso in diverse aree dell’Europa, del Nord Africa e del Medio Oriente, è scomparso da gran parte del suo areale storico a causa soprattutto della persecuzione umana e della perdita degli habitat. Le popolazioni selvatiche sono tuttora minacciate e la ricostituzione di gruppi capaci di migrare autonomamente rappresenta una delle sfide della sua conservazione.
Il progetto Waldrappteam Conservation & Research lavora proprio con questo obiettivo. I giovani ibis allevati in cattività non conoscono infatti per istinto una rotta migratoria da seguire: devono imparare dove andare e come raggiungere le aree favorevoli alla sopravvivenza durante l’inverno.
Per insegnare loro il percorso, i ricercatori ricorrono a una forma di migrazione guidata dall’uomo. Fin dai primi mesi di vita, i pulcini vengono affidati a persone che svolgono il ruolo di genitori adottivi, instaurando con gli animali un rapporto di fiducia. Durante l’addestramento, gli uccelli imparano a seguire un velivolo ultraleggero pilotato da un membro del gruppo, che li accompagna lungo la rotta prestabilita.
L’obiettivo non è rendere gli ibis dipendenti dall’uomo, ma aiutarli a raggiungere un territorio in cui possano vivere e riprodursi, acquisendo le conoscenze necessarie per tornare autonomamente alle aree di nidificazione nelle migrazioni successive.
Dopo le difficoltà del 2025, un nuovo metodo di addestramento
Il successo del 2026 è particolarmente significativo perché arriva dopo una stagione difficile. Nel 2025 i giovani uccelli non seguivano con sufficiente affidabilità il velivolo: il gruppo fu quindi trasferito in automobile, tappa dopo tappa, dalla Germania meridionale alla Catalogna. La seconda parte del viaggio, verso l’Andalusia, venne abbandonata.
Il Waldrappteam ha reagito rivedendo in profondità il programma di addestramento e introducendo nuove procedure basate sulle teorie dell’apprendimento. I risultati sono emersi già durante le sessioni di volo a Binningen, dove condizioni meteorologiche favorevoli, infrastrutture adeguate e il sostegno della comunità locale hanno permesso di sperimentare il nuovo metodo. All’inizio di agosto, i giovani ibis, tutti provenienti dallo zoo di Rosegg, in Austria, avevano sviluppato un comportamento di gruppo più affidabile e una maggiore motivazione a seguire il velivolo. «Dopo le esperienze dello scorso anno, questa migrazione è stata molto più di un semplice viaggio verso sud. È stata una prova cruciale per capire se il nostro concetto di addestramento completamente rivisto avrebbe funzionato in reali condizioni di migrazione», afferma Johannes Fritz, direttore di Waldrappteam Conservation & Research e pilota. «Il fatto che tutti i 30 uccelli abbiano raggiunto le rispettive aree di destinazione conferma che il nuovo approccio funziona ed è riproducibile. Questo ci dà una base molto più solida per le future migrazioni guidate dall’uomo».
Quaranta giorni attraverso l’Europa, tra vento e imprevisti
Il viaggio non è stato privo di ostacoli. La partenza, inizialmente prevista per il 17 agosto, è stata rinviata dopo il peggioramento delle condizioni meteorologiche; un primo tentativo di decollo è stato interrotto a causa dei forti venti contrari. Soltanto il 23 agosto il gruppo è riuscito a lasciare la Germania, affrontando anche nelle tappe successive condizioni di vento variabili. Un contributo importante è arrivato dagli esperti meteorologici di Austro Control, che hanno fornito previsioni e analisi per individuare le finestre più adatte al volo e pianificare gli spostamenti in sicurezza.
Il 13 settembre gli ibis hanno raggiunto Ordis, in Catalogna. Qui quindici giovani sono stati affidati ad Alive Fund, che li ha ospitati in una voliera insieme ad altri ibis sedentari. Il giorno successivo, gli altri quindici hanno proseguito verso sud, attraversando la regione di Valencia e raggiungendo infine Medina-Sidonia, in Andalusia, il 27 settembre, dopo 2.640 chilometri. Anche l’ultima parte del percorso ha riservato un imprevisto: il vento ha costretto il gruppo a un atterraggio anticipato, rendendo necessario il trasporto in veicolo per il tratto rimanente. Il miglioramento del tempo ha tuttavia permesso di effettuare in seguito due voli di orientamento sopra il territorio destinato allo svernamento, dalla zona di Villamartín fino alla costa atlantica nei pressi di Barbate.
«Raggiungere la costa atlantica insieme agli uccelli è stato un momento straordinario. Molto più in basso c’era la storica Torre de Castilnovo, dove nidificano gli Ibis eremita locali, mentre i nostri uccelli volavano in alto sul paesaggio spagnolo insieme a noi» racconta Johannes Fritz. «Per me, quel momento ha racchiuso ciò che abbiamo ottenuto: siamo riusciti a trasformare un anno difficile in una delle migrazioni di maggior successo nella storia del progetto».
Due destinazioni, un obiettivo comune: il ritorno in natura
Il gruppo internazionale che ha accompagnato la migrazione era composto da 15-18 persone, sotto la guida di Amelie Muntschick. Un ruolo centrale è stato svolto dalle due madri adottive, Fabienne Tilg ed Eszter Bajka, con il supporto di Barbara Steininger. Fin dall’inizio di aprile si sono prese cura dei giovani ibis e li hanno addestrati quotidianamente, accompagnandoli poi lungo migliaia di chilometri.
Alla spedizione – fulcro del progetto LIFE20 NAT/AT/000049 | LIFE NBI, realizzato dal 2022 al 2028 da dieci organizzazioni partner sotto la guida del Tiergarten Schönbrunn e cofinanziato dall’Unione Europea – hanno partecipato anche quattro studenti di veterinaria di Valencia, grazie a un’iniziativa del BIOPARC della città, e una studentessa di Pechino nell’ambito di una collaborazione scientifica con la Beijing Forestry University. La conclusione ufficiale della migrazione è stata celebrata il 2 ottobre con un ricevimento organizzato dalla Junta de Andalucía e da Proyecto Eremita, realtà impegnata nella conservazione dell’ibis eremita in Spagna.
Per i giovani uccelli, tuttavia, il viaggio non rappresenta un punto d’arrivo definitivo. I quindici esemplari affidati a Proyecto Eremita saranno liberati in natura nei prossimi mesi, così come quelli destinati alla Catalogna. Una volta raggiunta la maturità sessuale, intorno al terzo anno di vita, gli ibis coinvolti nelle migrazioni guidate dall’uomo dovrebbero essere in grado di tornare autonomamente alle proprie aree di nidificazione nel Baden-Württemberg.
È questo il passaggio fondamentale per il futuro della specie: trasformare un viaggio accompagnato dall’uomo in una competenza che gli uccelli possano utilizzare autonomamente, generazione dopo generazione. La pianificazione della prossima migrazione è già iniziata: nel 2027 il Waldrappteam intende guidare nuovamente un gruppo di giovani ibis dalla Germania meridionale all’Andalusia.
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