In occasione del cinquecentenario della nascita dello scienziato bolognese Ulisse Aldrovandi è stata inaugurata nel capoluogo emiliano, presso il Museo di Palazzo Poggi (via Zamboni 33), la mostra “L’altro Rinascimento. Ulisse Aldrovandi e le meraviglie del mondo”, in programma fino al 10 aprile 2023.
L’iniziativa – promossa dal Sistema Museale di Ateneo in collaborazione con la Biblioteca Universitaria di Bologna – ha lo scopo di far conoscere lo straordinario risveglio delle scienze naturali nel Rinascimento, per lo più messo in ombra dai capolavori dell’arte e dell’architettura del periodo, noti in tutto il mondo.

Rinoceronte indiano (Rhinoceros) BUB, Ms. Aldrovandi, Tavole di animali, vol. 1, carta 91. © Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Biblioteca Universitaria di Bologna
Negli ultimi decenni del Cinquecento Ulisse Aldrovandi e un piccolo gruppo di naturalisti, medici e farmacisti italiani decisero, infatti, di ripercorrere le orme di Aristotele e di Plinio, trasformandosi da umanisti in scienziati. E per la prima volta uscirono a studiare animali e piante in natura, anziché solo sui libri, iniziarono a raccogliere collezioni che si trasformeranno in seguito in musei di storia naturale e fecero realizzare le prime vere immagini della natura.
Un patrimonio che si sarebbe potuto perdere se l’Università di Bologna non avesse conservato nelle sue collezioni e nella sua biblioteca oggetti, immagini, libri e manoscritti di questo manipolo di proto-scienziati.
La mostra L’altro Rinascimento offre al visitatore molti dei “gioielli” custoditi dall’Alma Mater, in gran parte mai esposti prima, fra i quali il Codice Cospi (uno dei soli tredici codici precolombiani sopravvissuti), alcune delle più antiche mappe del mondo conosciuto e i volumi con le tavole illustrate fatte dipingere da Aldrovandi, oltre alla sua collezione naturalistica, la più grande, importante e famosa del suo tempo e anche l’unica arrivata a noi nella sua quasi interezza. E poi, oggetti e opere d’arte provenienti da importanti musei italiani, insieme a videoproiezioni immersive e installazioni digitali.

Grafica realizzata a partire da: Agostino Carracci, Ritratto di Ulisse Aldrovandi Accademia Carrara, Bergamo. © Fondazione Accademia Carrara, Bergamo
Il percorso espositivo racconta il passaggio dallo studio dei libri degli antichi allo studio empirico della natura, mostra la nascita e le realizzazioni della prima stagione dell’illustrazione naturalistica e scientifica, ricostruisce la casa-museo di Aldrovandi e, attraverso una “Wunderkammer” con alcuni degli oggetti più straordinari conservati nelle collezioni dell’Università, segue lo sviluppo delle rinate scienze della vita nei secoli seguenti.
- Esemplare tassidermizzato di Lofoforo splendido – Lophophorus impejanus (Lapham, 1790) Bologna, Collezione di Zoologia, Sistema Museale di Ateneo. © Alma Mater Studiorum – Università di Bologna | Sistema Museale di Ateneo | Collezione di Zoologia | Ph. Pier Paolo Zannoni
- Modello di Fior di stecco (Daphne mezereum L.) Manifattura Brendel, Berlino, fine XIX secolo. Bologna, Orto Botanico ed Erbario, Sistema Museale di Ateneo. © Alma Mater Studiorum – Università di Bologna | Sistema Museale di Ateneo | Orto Botanico ed Erbario
In concomitanza con la mostra, un video dedicato al “teatro di natura” illustrato dello scienziato bolognese sarà proiettato in loop ogni giorno dalle 18 alle 24, fino al 31 gennaio prossimo, in piazza Antonio Scaravilli.

Drago (Draco aethiopicus) BUB, Ms. Aldrovandi, Tavole di animali, vol. 4, carta 140. © Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Biblioteca Universitaria di Bologna
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