Sollevando lo sguardo dal comodo parcheggio (114 m/slm) vediamo già la massiccia mole della Rocca di Vignola ma non la raggiungeremo subito, preferendo lasciarla per il gran finale. Affronteremo prima l’ameno e rilassante percorso che ci porterà, attraverso ambienti diversi, ad immergerci lentamente nel territorio della ciliegia di Vignola I.G.P., vera protagonista di questo territorio.
Cominciamo a salire verso l’elegante centro storico ma dopo il sottopasso teniamo la sinistra per percorrere un tratto del “Percorso Sole”, nome evocativo per un tragitto che ci fa attraversare un tranquillo ambiente urbano per arrivare al corso del fiume Panaro. La strada affianca la corrente che ci accompagna con il suo sussurro suadente, mantenendoci piacevolmente all’ombra dei pioppi che gareggiando tra loro in dimensioni e imponenza, allietando il nostro sguardo.
Il corso d’acqua è sulla nostra sinistra ma sbirciando a destra vediamo fare capolino tra il fogliame naturale le fronde dei primi ciliegi. Ma non li anticipiamo, proseguiamo sempre nella medesima direzione, guidati dal fiume e ad un bivio, ecco una sorpresa: i cartelli indicano “Marano sul Panaro” in entrambe le direzioni!
Già, sono entrambe corrette poiché ora ce ne andremo verso sinistra, per poi fare ritorno da destra.
- Sentiero dei ciliegi, Vignola. © F. Voglino/A. Porporato
- Sentiero dei ciliegi, Vignola. © F. Voglino/A. Porporato
Sempre ben guidati dai pannelli di “Percorso Natura” e “Via Romea Nonantolana” oltrepassiamo un canale dal curioso nome di “fosso Faellano”, ammiriamo una delle rombanti briglie sul fiume stesso e arriviamo a un ponte e all’asfalto.
Non varchiamo il fiume, ci teniamo sempre sul suo lato orografico sinistro così da giungere in breve al centro abitato di Marano sul Panaro. A sinistra si trova il centro vero e proprio, con alcuni parchi ombrosi ed il castello che domina dall’alto della collina, mentre per iniziare la via del ritorno prendiamo a destra via Zenzano. Lo ammettiamo, di per sé questo tratto di strada è un po’ anonimo ma ci permette di passare davanti ad un gioiello di architettura: il curioso Colombarone, una residenza rurale del Seicento con una grande e particolare torre a colombaia.
Poco oltre attraversiamo nuovamente il fosso Faelliano, questa volta su un ponte ripidissimo, e da adesso in poi cominciamo a respirare davvero l’anima ortofrutticola di Vignola: filari e filari di ciliegi scorrono ai nostri lati, stagliati sullo sfondo delle colline che sembrano create apposta per far da quinta scenografica ai protagonisti, stupendi nel pieno della loro fioritura.
Non serve descrivere qui la via, i cartelli “Vignola” sono numerosi e ci permettono di camminare tranquillamente concentrandoci sugli alberi, notando come tra i molti allineati tutti simili, svetta saltuariamente qualche suggestivo antico patriarca tortuoso.
Tornati nei pressi di Vignola, è tempo di inoltrarci nel suo interessante centro storico, attraversando prima la Torre dell’Orologio, per passare quindi di fronte alla bella Rocca quattrocentesca che, in piazza dei Contrari, fronteggia il cinquecentesco Palazzo Barozzi, entrambi visitabili, per perderci infine tra le del centro senza più meta, godendo della pace e della suggestione di questa località così “dolce”.
Note
Dati totali anello
Lunghezza: 10 km
Dislivello: irrilevante
Tempo al netto delle soste: 3 h
Attenzione: prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo
La Rocca, oltre che essere utilizzata per convegni e concerti, è aperta alle visite nei suoi cinque piani (visite gratuite, prenotazione obbligatoria). Di Palazzo Barozzi si possono visitare i quattro piani, collegati da una suggestiva scala a chiocciola ellittica di 106 gradini autoportanti (ingresso 2 Euro)
- Sentiero dei ciliegi, Vignola. © F. Voglino/A. Porporato
- Sentiero dei ciliegi, Vignola. © F. Voglino/A. Porporato
- Sentiero dei ciliegi, Vignola. © F. Voglino/A. Porporato
- Sentiero dei ciliegi, Vignola. © F. Voglino/A. Porporato
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