Gli animali vissuti tra 600 e 66 milioni di anni fa vantavano primati scientifici che sembrano fantascienza, ma sono reali. Come la tartaruga marina più grande di sempre, occhi grandi come quelli di una balenottera.
Dieci record degli abissi del passato sono visibili alla grande mostra “Oceani Perduti, Giganti marini al tempo dei dinosauri”, presso il Museo Kosmos di Pavia, un viaggio spettacolare tra primati scientifici, curiosità e numeri da record.
La mostra è visitabile fino al 28 giugno 2026, con un ricco programma di conferenze con esperti ed eventi dedicati a grandi e bambini.
I curatori della mostra sono Simone Maganuco, co-fondatore di Prehistoric Minds, e il naturalista Paolo Guaschi, della sezione di Paleontologia di Kosmos, con il paleoartista Davide Bonadonna.
Dimensioni colossali, abitudini sorprendenti, numeri da record
I protagonisti della grande mostra “Oceani Perduti. Giganti marini al tempo dei dinosauri” gareggiano idealmente per le “Olimpiadi della scienza”!
Il team scientifico dell’esposizione racconta ai visitatori 10 record e curiosità dall’Universo degli oceani preistorici, osservando più nel dettaglio fossili, modelli a grandezza naturale e ricostruzioni multimediali scientificamente rigorose presenti lungo il percorso di visita: un viaggio spettacolare e documentato tra gli animali che hanno popolato i mari della Terra tra 600 e 66 milioni di anni fa.
- Mixosaurus. © Kosmos
- Elasmosaurus. © Kosmos
Dieci primati scientifici e particolarità
- Il record delle impronte fossili più rilevanti mai scoperte in Lombardia: migliaia di orme perfettamente conservate, lasciate 210 milioni di anni fa da branchi di dinosauri erbivori, i prosauropodi dal collo lungo, del Triassico superiore. Le tracce sono state rinvenute nel Parco Nazionale dello Stelvio. La scoperta è stata annunciata nel dicembre 2025 dal paleontologo Cristiano Dal Sasso del Museo di Storia Naturale di Milano, che ne parlerà in una conferenza in programma a Kosmos venerdì 20 marzo.
- La tartaruga marina più grande di tutti i tempi, ricostruita in un modello di dimensioni reali: Archelon. Oltre 4,5 metri di lunghezza, pinne con un’apertura superiore ai 4 metri e un peso stimato di oltre due tonnellate.
- La conchiglia a chiocciola gigante. Il mollusco cefalopode Parapuzosia, superpredatore simile a un nautilo gigante, con una enorme conchiglia di circa due metri, grande quanto la ruota di un trattore.
- Il primo plesiosauro scoperto in Italia, ovvero l’omero fossile di un pliosauro rinvenuto a Zavattarello (PV), un animale con testa grande, fauci enormi e collo cortissimo.
- Il più alto numero di specie “enigmatiche” mai presentate insieme, molte delle quali riconducibili ai grandi giacimenti di Burgess Shale, il sito sulle Montagne Rocciose del Canada. Tra gli esemplari in mostra, Hallucigenia, che aveva un corpo tubolare dotato di dieci paia di appendici (lobopodi) e sette paia di spine sul dorso, e Opabinia, con cinque occhi compositi peduncolati e una lunga proboscide tubulare.
- Il collo con più vertebre della storia animale: fino a 74 segmenti vertebrali per singolo animale. Gli elasmosauri avevano una struttura anatomica senza paragoni tra i vertebrati, con un corpo tozzo, un collo lungo fino a 14 metri e una testa di serpente.
- Le spine più lunghe mai viste. Un primato dello spinosauro, il più grande predatore preistorico mai esistito, che superava in lunghezza Tyrannosaurus rex.
- Gli occhi più grandi del regno animale. Gli ittiosauri, “lucertole pesce” dal corpo idrodinamico, e in particolare Ophthalmosaurus, vincono la gara della vista: possedevano occhi enormi in rapporto alle dimensioni corporee, un adattamento per la caccia in acque profonde oltre 500 metri.
- I superpredatori più voraci dei mari antichi. I mosasauri, “super lucertole” dotate di pinne a pagaia e coda bilobata come quella degli squali, avevano una doppia fila di denti sul palato che servivano per bloccare la preda mentre veniva inghiottita intera.
- Le prime mascelle mobili dell’evoluzione. Quello dei placodermi, i pesci dalla pelle corazzata, è un primato dell’innovazione. Prima di loro, 440 milioni di anni fa, i pesci non avevano le mascelle, ma potevano solo aspirare il cibo.
Conferenze
Ricchissimo il programma di conferenze e incontri, ma anche una apertura serale straordinaria nell’ambito dell’iniziativa “M’Illumino di meno. M’Illumino di Scienza”.
- Sabato 7 febbraio, ore 17
Ripensare Spinosaurus, il gigante perduto del Cretacico
A cura di Simone Maganuco, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano e curatore di Oceani Perduti. Giganti marini al tempo dei dinosauri.
- Mercoledì 18 febbraio, ore 17.30
Conodonti, questi sconosciuti. I microfossili che misurano il tempo.
A cura del Prof. Ausonio Ronchi dell’Università di Pavia.
- Venerdì 20 febbraio, dalle 20 alle ore 23 (ultimo ingresso alle 22)
Apertura notturna straordinaria nell’ambito dell’iniziativa M’Illumino di meno, M’Illumino di scienza. Costo del biglietto, 5 Euro.
- Venerdì 20 marzo, ore 18
Alla scoperta dei dinosauri italiani
A cura di Cristiano Dal Sasso, curatore della sezione di Paleontologia dei Vertebrati al Museo di Storia Naturale di Milano.
- Martedì 31 marzo, ore 17.30
Ventimila specie (o quasi) sotto il mare.A cura di Andrea Bonifazi, ecologo e biologo marino, autore del libro che ispira il titolo dell’incontro (Mondadori), uno straordinario viaggio editoriale nella biodiversità del Mediterraneo.
Orari e biglietti
Dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso in mostra ore 17).
In occasione delle conferenze, la mostra rimane visitabile fino alle ore 20.
Biglietti:
- 10 Euro (intero mostra)
- 6 Euro (ridotto mostra)
- 5 Euro (ridotto studenti Università di Pavia).
Per info e prenotazioni: museokosmos.eu/mostre/oceaniperduti
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