Lo sviluppo sostenibile italiano transita anche nel sottosuolo, dove abbiamo risorse idriche fondamentali, fonti rinnovabili, minerali critici per la transizione ecologica. Ma purtroppo abbiamo solo una conoscenza parziale di tutto ciò, perché la Carta geologica d’Italia non è stata ancora terminata e i finanziamenti stanno ancora una volta terminando.
A lanciare l’allarme è l’ISPRA, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, nell’ambito dell’incontro “La memoria del territorio a garanzia del futuro: il Progetto CARG” organizzato il 14 novembre scorso a Roma.
«Quella del rischio, non è una semplice carta colorata, ma un’importante infrastruttura di ricerca strategica per la Nazione, che oggi rappresenta lo strumento più completo per leggere il passato e il presente del nostro territorio» evidenziano dall’Ispra.

Cartografia Geologica d’Italia alla scala 1:50.000, quadro d’insieme (Servizio Geologico d’Italia e Progetto CARG)
Cos’è la Carta geologica d’Italia?
È la rappresentazione cartografica di informazioni ottenute grazie al lungo lavoro sul terreno da parte dei geologi che rilevano, analizzano ed elaborano tantissimi dati. Le informazioni acquisite vengono successivamente trasferite sulla corrispondente base topografica in modo che, tramite l’utilizzo di simboli convenzionali, sia sicura la posizione stratigrafica, l’età, le proprietà petrografiche delle formazioni geologiche indagate, in rapporto alla genesi e alle relazioni con le rocce adiacenti.
È uno strumento indispensabile, dunque, per comprendere le pericolosità geologiche del territorio, per riuscire a contenere i disastri, mettere in sicurezza i territori e proseguire con un’idonea pianificazione urbanistica.
La mappatura è andata avanti finora molto lentamente per la mancanza di investimenti, e dopo 40 anni è ancora lontana la linea di arrivo del 100% di copertura.
Fra l’altro, queste mappe non possono essere consultate online in modo gratuito come accade invece da anni in altri Paesi europei.
Per visionare quelle già terminate è possibile acquistarle presso l’ISPRA o consultare la Biblioteca dell’Istituto Superiore.
- Il dettaglio regionale.
- Il singolo foglio a scala 1:50.000
Il progetto CARG
L’ISPRA, ottiene l’incarico di organo cartografico dello Stato dal Servizio Geologico d’Italia in base alla legge 68/1960, rilevando, aggiornando e divulgando costantemente la Carta Geologica d’Italia a varie scale.
La mappatura geologica dell’Italia prende vita alla fine degli anni Ottanta, con il progetto CARG (CARtografia Geologica), e prevede la realizzazione della cartografia geologica e geotematica alla scala 1:50.000, da un rilevamento effettuato in scala 1:10.000 e, in alcuni casi, anche di maggior dettaglio grazie alle collaborazione con Regioni, Province Autonome, Università, CNR e altri enti di ricerca.
Formata da 636 fogli geologici e geotematici che compongono l’intero territorio nazionale. Ogni foglio permette di acquisire informazioni preziose per l’individuazione delle risorse idriche, energetiche, minerarie, delle aree più idonee allo stoccaggio delle scorie radioattive o alla progettazione di infrastrutture sicure.
Il progetto è stato finanziato regolarmente fino al 2000 e sono stati realizzati ed informatizzati 281 fogli geologici (ovvero il 45% della copertura totale), 30 geotematici e 6 di geologia della piattaforma continentale adriatica alla scala 1: 250.000.
Mancano all’appello ancora 300 fogli geologici e quasi tutti quelli geotematici.
Dopo un lungo periodo di assenza di finanziamenti, quasi 20 anni, grazie alle risorse economiche rese disponibili dalle tre ultime Leggi di Bilancio, è stato possibile avviare tra il 2020 e il 2022 altri 67 fogli geologici e 6 geotematici.
Adesso però, con le risorse destinate al 2022 si esaurirà il finanziamento dedicato al progetto Carg, e quest’opera che porta evidenti benefici al nostro Paese, resterà, come molte, per ora incompleta.
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