Si amplia il patrimonio degli Alberi monumentali d’Italia (AMI). Con il decimo aggiornamento dell’Elenco Nazionale), approvato con decreto del 24 luglio 2026, il Ministero dell’Agricoltura ha riconosciuto 82 nuovi alberi monumentali, portando a 5.008 le schede censite, corrispondenti complessivamente a 17.564 esemplari tutelati: 4.524 singoli alberi e 13.040 esemplari appartenenti a gruppi omogenei, come filari, viali, parchi, ville storiche e boschetti.
L’aggiornamento periodico dell’Elenco avviene sulla base delle segnalazioni e delle attività di censimento svolte sul territorio, per esempio dagli agenti del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri, subentrato al Corpo Forestale dello Stato ai sensi della sciagurata Legge 7 agosto 2015, n. 124 (nota come “Riforma Madia”, del governo Renzi), ma può essere aggiornato anche a seguito delle segnalazioni di associazioni o privati cittadini alle autorità competenti.

La ultrasecolare quercia monumentale di Aquilonia. © Fiore Silvestro Barbato via Wikimedia Commons / CC BY-SA 2.0
Il riconoscimento di albero monumentale viene attribuito agli esemplari che presentano un particolare valore biologico ed ecologico, legato all’età, alle dimensioni, alla morfologia o alla rarità della specie, ma anche agli alberi che rivestono un’importanza storica, culturale, religiosa o paesaggistica. L’Elenco rappresenta quindi uno strumento fondamentale per censire, tutelare e valorizzare un patrimonio naturale strettamente legato anche alla storia e all’identità dei territori italiani.
Ricordiamo infatti che l’inserimento degli esemplari nell’Elenco Nazionale ne eleva a livello pratico il grado di tutela. Ovvero, per la legge Legge 14 gennaio 2013, n. 10 e del relativo Decreto Interministeriale 23 ottobre 2014 gli esemplari così riconosciuti non possono essere tagliati, né tantomeno potati, salvo per casi motivati e improcrastinabili, condizionandoli al parere obbligatorio e vincolante degli organi di tutela.
A questo proposito è utile sapere che l’eventuale provvedimento autorizzatorio formale per “toccare l’albero” viene rilasciato dall’Amministrazione Comunale (od Organo Regionale delegato) sul cui territorio ricade la pianta, previo ottenimento dei pareri vincolanti dei seguenti Enti:
- Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri (CUFAA) – è l’organo tecnico preposto a valutare lo stato di salute dell’albero, la pericolosità reale e la bontà del progetto di potatura o abbattimento;
- Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (Ministero della Cultura – MiC) – interviene obbligatoriamente nei casi in cui l’albero sia anche sottoposto a vincolo paesaggistico o culturale ai sensi del D.Lgs. 42/2004 (vedi sotto).
- Servizi Forestali / Tutela Territorio della Regione – svolgono un ruolo di coordinamento istruttorio e di aggiornamento del censimento nazionale, potendo intervenire nel procedimento in base alle singole leggi regionali di recepimento.
Infine, quando l’albero è inserito nell’elenco nazionale degli alberi monumentali, esso può essere dichiarato spesso anche dichiarati di “notevole interesse pubblico” secondo l’art.136 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42) e, quind, sottoposto anche al regime di tutela dei beni culturali e paesaggistici.

Il Re Leone, albero monumentale della Val di Fiemme, di circa 800 anni, con diametro alla base di 7,10 m. © Maurizio Ceol via Wikimedia Commons / CC BY 3.0
I nuovi Alberi monumentali d’Italia
Tra i nuovi ingressi di questo decimo aggiornamento dell’Elenco figurano alcuni esemplari particolarmente significativi, con molti casi localizzati in centro-Italia.
Per esempio a Pescara è stato riconosciuto il Pino d’Aleppo “coricato”, caratterizzato da un tronco di oltre due metri di circonferenza che, dopo un antico cedimento del terreno, ha continuato a crescere adagiato al suolo.
Nella Foresta Umbra, sul Gargano in Puglia, entra invece nell’Elenco il Tasso Vetusto, un esemplare millenario con una circonferenza superiore ai tre metri, mentre a Nottoria, in Umbria, è stata inserita una grande Roverella il cui tronco supera i cinque metri di circonferenza (vedi foto in apertura). Invece in provincia di Teramo in Abruzzo, ad Isola del Gran Sasso d’Italia è stata inserita la Sequoia sempreverde del Santuario di San Gabriele dell’Addolorata, mentre a Crognaleto un grande Abete bianco di Pian degli Abeti.
Sono ancora molti gli esemplari che meriterebbero di entrare in questo elenco, al momento l’unico vero “salvagente” per proteggere in modo robusto elementi naturali puntuali che nel corso dei secoli sono diventati parte integrante del paesaggio e della memoria delle comunità locali.
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