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UNIONE EUROPEA

Altri 80.000 cittadini firmano la petizione per vietare le pellicce

Le firme si sommano alle più di 1,5 milioni raccolte nell'ambito dell'Iniziativa dei Cittadini Europei "Fur Free Europe"

Altri 80.000 cittadini firmano la petizione per vietare le pellicce
Allevamento di animali da pelliccia in Finlandia. © Kristo Muurimaa / Oikeutta Elaimille

Redazione Redazione 3 mesi fa

La Commissione Europea è chiamata a esprimersi sulla produzione di pellicce e la vendita di prodotti di pellicceria in tutta l’Unione Europea.

Humane World for Animals Europe ha presentato al Commissario europeo per la Salute e il Benessere animale, Olivér Várhelyi, una lettera firmata da oltre 80.000 cittadini e cittadine dell’UE che chiedono di vietare l’allevamento per la produzione di pellicce.

L’opposizione pubblica alle pellicce

Nel luglio 2025, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha pubblicato il proprio parere scientifico, concludendo che gli allevamenti di animali per la produzione di pelliccia nell’UE non garantiscono il benessere e non soddisfano i bisogni fondamentali di visoni, volpi, cani procione e cincillà. L’EFSA ha concluso che tenere questi animali in gabbie troppo piccole e povere di stimoli, limitando fortemente i loro movimenti, comporta problemi cronici per il loro benessere, come l’impossibilità di comportarsi naturalmente, lesioni, stress e disturbi della salute.

L’opposizione pubblica all’allevamento di animali per la produzione di pellicce continua a crescere in tutta Europa. 18 Stati membri dell’UE l’hanno vietata, mentre altri Paesi hanno adottato misure volte a limitarla.

Nonostante questo, più di 6 milioni di visoni, volpi, cani procione e altri animali continuano a vivere confinati in piccole gabbie di filo metallico in quasi 1.200 allevamenti destinati alla produzione di pellicce in Paesi come Finlandia, Polonia, Danimarca, Spagna e Grecia.

I cittadini di tutta Europa hanno lanciato un messaggio chiaro e unanime: l’allevamento di animali per la produzione di pelliccia è superato, immorale e in contrasto con i valori moderni dell’UE.

La dottoressa Joanna Swabe, Direttrice delle Relazioni Istituzionali di Humane World for Animals Europe, dichiara: «Con le 80.000 firme presentate oggi – che si sommano a quelle raccolte tramite l’Iniziativa dei Cittadini Europei, che avevano superato gli 1,5 milioni – la richiesta di intervento non potrebbe essere più chiara. Questa è un’opportunità unica per il Commissario Várhelyi e i suoi colleghi e colleghe per promuovere un cambiamento reale e duraturo. Humane World for Animals è pronta a collaborare costruttivamente con la Commissione per sostenere una proposta legislativa solida ed efficace che ponga fine all’allevamento per la produzione di pellicce e al commercio di prodotti di pellicceria nell’UE».

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Chi ha già detto “no alle pellicce”

Dato che la pelliccia sta diventando un prodotto sempre meno richiesto e sempre più indifendibile dal punto di vista etico, le case di moda stanno scegliendo di favorire l’innovazione con alternative sostenibili e cruelty-free.

La maggior parte degli stilisti più noti ha adottato politiche fur-free, tra cui Max Mara, Saint Laurent, Gucci, Alexander McQueen, Balenciaga, Valentino, Prada, Armani, Versace, Michael Kors, Jimmy Choo, DKNY, Burberry e Chanel. Oltre 1.600 brand e rivenditori a livello globale si sono impegnati a non utilizzare pellicce.

Le Fashion Week di Copenaghen, Londra e New York hanno rinunciato all’uso delle pellicce; anche gli editori di testate come Vogue, Elle, GQ, Harper’s Bazaar, Glamour, Esquire e Vanity Fair hanno adottato politiche fur-free.

 

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