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FASCE DI DIVIETO DEI FILM

Anche i film devono educare al rispetto degli animali

La violenza sugli animali è stata inserita tra i criteri che determinano il divieto per i minori

Anche i film devono educare al rispetto degli animali
“Torna a casa Lessie” (1943) di Fred M. Wilcox

Redazione Redazione 19 Feb 2025

È entrato in vigore il Decreto direttoriale n. 279 che introduce un’importante novità nella classificazione cinematografica: la violenza sugli animali è stata inserita tra i criteri che determinano le fasce di divieto dei film. Fino a oggi, la violenza contro gli animali non rientrava tra i criteri espliciti di valutazione, rendendo difficile applicare restrizioni anche a opere contenenti evidenti maltrattamenti sugli animali. Grazie al processo di revisione, il nuovo Decreto ha finalmente consentito di colmare questa lacuna.

Si tratta di un risultato ottenuto grazie al lavoro dell’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), che da anni partecipa alle commissioni di valutazione del Ministero della Cultura.

Adesso, il marchietto “violenza”, che indica la presenza nel film di contenuti potenzialmente dannosi per i minori, comprende esplicitamente anche maltrattamenti sugli animali e sull’ambiente, riferendosi non solo alla violenza fisica ma anche alle forme di non rispetto dei bisogni etologici degli animali.

Nuovi principi nel sistema dei divieti

Il sistema di divieti per i film prevede 4 fasce:

  • opere per tutti
  • non adatte ai minori di 6 anni
  • non adatte ai minori di 10
  • vietate ai minori di 14
  • vietate ai minori di 18.

Con la recente modifica alle linee guida per la classificazione delle opere cinematografiche e audiovisive, il sistema di divieti acquisisce infatti due nuovi principi fondamentali:

  1. la violenza sugli animali viene equiparata a quella sugli esseri umani, riconoscendo la correlazione tra maltrattamenti sugli animali e pericolosità sociale, come evidenziato da diversi report delle forze dell’ordine e delle associazioni, in primis Enpa, che con “Link Italia” porta avanti da anni la battaglia per il riconoscimento della pericolosità sociale di questi atti;
  2. un film che mostra violenza sugli animali è diseducativo e dannoso per i minori, in quanto normalizza atteggiamenti crudeli e favorisce una cultura di mancato rispetto verso gli esseri viventi.

L’inserimento di questo criterio rappresenta un passo avanti fondamentale per la tutela degli animali e l’educazione delle nuove generazioni.

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Un aumento dei reati contro gli animali commessi da minori

I dati dell’Ufficio Legale Enpa evidenziano un aumento preoccupante dei reati connessi ai minori nei confronti degli animali. L’Enpa ha registrato un incremento significativo delle richieste di riconoscimento della pericolosità sociale, passate dal 5% nel 2023 al 19,5% nel 2024.

«Questo dato dimostra come i maltrattamenti sugli animali non siano atti isolati, ma indicatori di una violenza sempre più crudele, che coinvolge spesso i minorenni. Secondo le denunce presentate dalla Protezione Animali, il 5% dei reati segnalati è stato commesso da minori, con episodi di particolare efferatezza. Le specie più colpite risultano essere i cani (44,83%) e i gatti (20,69%)» afferma Enpa.

«Proteggere gli animali significa proteggere l’intera comunità. La crudeltà contro un animale è un segnale che non possiamo ignorare. Dobbiamo riconoscere questi atti per quello che sono: un pericolo per tutti. Riconoscere questo nesso importante anche nel cinema è un passo fondamentale per il quale lavoriamo da tanti anni» commenta Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa.

 

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