Nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2023, venne uccisa l’orsa Amarena senza alcuna giustificazione.
Il WWF Italia, patrocinato dall’avv. Michele Pezone, è stato ammesso come parte civile al Processo presso il Tribunale di Avezzano. «Siamo soddisfatti che la nostra istanza di costituzione come parte civile sia stata accolta nel processo per l’uccisione dell’Orsa Amarena. Tra poche settimane saranno già passati due anni da quando l’Orsa Amarena, che non aveva mai dato segnali di aggressività verso l’uomo, è stata uccisa» dichiara Filomena Ricci, delegata WWF per l’Abruzzo.
«L’uccisione di Amarena ha rappresentato un atto inaccettabile che mette a rischio una sottospecie che conta circa 60 individui al mondo» aggiunge Filomena Ricci.
Oltre a quella del WWF Italia, sono state accolte le richieste di costituzione di parte civile di molte altre associazioni, ma anche del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, della Regione Abruzzo e di enti locali.
Un atto crudele e insensato
La Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente (LEIDAA), presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla e rappresentata dall’avv. Crescenzo Presutti, tra le Associazioni ammesse come parte civile nel Processo, esprime soddisfazione: «La decisione del giudice ci consente di far valere direttamente le nostre ragioni. Il reato è gravissimo in sé e per le modalità con cui si è consumato. L’imputato ha sparato per uccidere, non per errore o per spaventare l’animale. È stato un atto crudele e insensato ai danni di uno dei simboli del Parco d’Abruzzo. È giusto che il colpevole paghi per un’uccisione aggravata dalle circostanze e ispirata dalla retorica del grilletto facile contro i grandi carnivori e la fauna selvatica in generale» commenta l’on. Brambilla.
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