Il Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio (CIAL) ricorda a tutti gli utilizzatori domestici delle capsule di caffè come conferirle correttamente nella raccolta differenziata, seguendo le indicazioni del proprio Comune, dall’esperienza del sacco giallo a Milano alle indicazioni dei singoli Comuni.
Cosa cambia con il nuovo Regolamento europeo
Il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) ha introdotto una classificazione più chiara per capsule e cialde, riconoscendole come imballaggi. Fino ad allora, a causa della loro struttura composta da alluminio e caffè esausto, le capsule non rientravano in questa categoria ed erano destinate alla raccolta indifferenziata, con un recupero dell’alluminio piccolo e leggero ancora molto limitato.
Un’abitudine diffusa nelle case degli italiani
Secondo i dati YouGov, il caffè è presente nell’86% delle famiglie italiane e, di queste, oltre la metà possiede una macchina a capsule, mentre il macinato tradizionale perde progressivamente terreno.
Un’evoluzione in cui l’alluminio ha un ruolo da protagonista: protegge il caffè da aria, luce e umidità preservandone freschezza e aroma, resiste durante l’estrazione ed è riciclabile al 100% e all’infinito.

A Milano le capsule di caffè in alluminio si possono conferire nel sacco giallo di plastica e metalli. © CIAL
Milano apripista: le capsule nel sacco giallo
Un esempio concreto arriva da Milano, dove da marzo 2026 le capsule di caffè in alluminio si possono conferire nel sacco giallo di plastica e metalli, anche con i residui di caffè. Un sistema nato dalla collaborazione tra Comune di Milano, Amsa, A2A Ambiente e CIAL e reso possibile dall’impianto di selezione A2A Ambiente di Muggiano, dove un separatore a correnti parassite (ECS – Eddy Current Separator) intercetta l’alluminio di piccole dimensioni e lo avvia alla fusione e alla trasformazione in nuovi prodotti, anziché scartarlo. Il modello sarà progressivamente esteso ai comuni dell’hinterland serviti da Amsa.
Come conferire correttamente le capsule
La nuova disciplina europea non introduce una modalità unica per tutta Italia: le capsule in alluminio vanno conferite seguendo le indicazioni del proprio Comune, generalmente nella raccolta dei metalli o del multimateriale, e anche per il contenuto residuo è fondamentale attenersi alle istruzioni del gestore locale.
CIAL ricorda le 5 regole del riciclo, valide per capsule, lattine e foglietti di alluminio.
- Segui le regole del tuo Comune: l’alluminio si conferisce spesso insieme alla plastica o al vetro, a seconda delle indicazioni locali.
- Non solo lattine: nella raccolta vanno anche capsule, tappi, fogli sottili, scatolette e vaschette di alluminio.
- Piccoli ma preziosi: capsule, tappi, chiusure e parti minute hanno un grande valore nella filiera del riciclo.
- Attenzione ai residui: per le capsule segui le indicazioni del gestore sullo svuotamento; per gli altri imballaggi basta eliminare i residui di caffè, senza lavarli a fondo.
- Separa e compatta: stacca i tappi, separa l’alluminio dagli altri materiali e schiaccia gli imballaggi per favorire la selezione.
«Sono piccoli gesti, ma fanno la differenza. Le nuove regole europee aiutano a fare chiarezza e l’esperienza di Milano dimostra che, con impianti adeguati, anche l’alluminio più piccolo e leggero può essere recuperato. Riciclabile al 100% e all’infinito, l’alluminio delle capsule può così trasformarsi da rifiuto a risorsa» dichiara Stefano Stellini, Direttore Generale di CIAL.
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