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Natura
Amici animali
IL VADEMECUM DELL'ENPA

Animali al tempo del Coronavirus: come comportarsi? 

Animali al tempo del Coronavirus: come comportarsi? 

Pietro Greppi Pietro Greppi 31 Mar 2020

Continuiamo a parlare di animali al tempo del Coronavirus. L’argomento è molto dibattuto e suscita grande interesse nei proprietari di cani e gatti, ma anche in coloro che lavorano presso canili e gattili…

Devono avere qualche timore nei confronti del Coronavirus?

L’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) evidenzia che “gli animali non trasmettono il Coronavirus” e che, soprattutto in questo periodo – anche quelli in libertà o in un rifugio – hanno tanto affetto da dare e amore da ricevere.
A questo proposito, come recita il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) del 9 marzo 2020, va tutelato il “bene salute” di umani e non umani.

Un po’ di chiarezza

A seguire troverete una sintesi del Vademecum che l’Enpa ha voluto stilare in 10 punti per fare chiarezza e per dare una risposta alle centinaia di quesiti che ha ricevuto in questi giorni a proposito degli animali al tempo del Coronavirus.

Attenzione! Oltre alle norme del DPCM, Ordinanze del Ministro della Salute e Ministero degli Interni, su cui si basa il Vademecum, accertarsi che il Comune e la Regione in cui ci si trova o dove ci si deve recare, non abbiano emanato ordinanze più specifiche da rispettare. Inoltre, verificare eventuali aggiornamenti sul sito dell’Ente.

Prima di affrontare il Vademecum, ricordiamoci che le regole sanitarie generali vanno sempre rispettate: stare ad almeno 1 metro di distanza da altri soggetti, lavarsi le mani spessissimo, non toccarsi occhi, naso e bocca con la mani, spostarsi solo quando strettamente necessario.

10 risposte a 10 domande ricorrenti

  1. Posso uscire all’aperto con il mio cane? 

    Sì, solo per il tempo necessario all’espletamento delle esigenze fisiologiche dell’animale, in prossimità dell’abitazione in cui si è domiciliati e, nel caso si incrociassero altri individui, rispettando la distanza minima di almeno un metro.

  2. Posso accudire i miei animali che sono in altro luogo rispetto a quello in cui dimoro?

    Sì, solo per il tempo necessario a dare loro da mangiare, bere e sanificare gli spazi in cui vivono. Sono concessi dal Ministero della Salute gli spostamenti per accudire/gestire animali all’interno di strutture zootecniche autorizzate/registrate dal servizio veterinario e gli animali di affezione, perché rientrano nell’ambito della deroga relativa alle ragioni di salute che si estendono anche alla sanità animale. Infatti, per entrambi i casi, si tratta di “situazioni di necessità” perché gli animali se non accuditi, verrebbero abbandonati e probabilmente destinati a morire. Le persone che devono accudire/gestire questi animali, devono avere con sé il modulo di autocertificazione in cui si dichiara la situazione di necessità (terza casella) e il motivo di salute.
    NOTA. Allegare alla certificazione copia del libretto sanitario / chippatura animali da reddito / altro documento che attesti l’esistenza e la proprietà dell’animale in questione. Per chi svolge l’attività in vece di un’altra persona impossibilitata a muoversi (anziana/infortunata/ricoverata/deceduta) è necessario specificarlo nel modulo. Nel caso ci si debba recare al di fuori del Comune, bisogna indicare che lo spostamento è necessario perché non c’è nessuno in quell’area che possa occuparsene, oppure perché chi se ne occupava è ora  impossibilitato, specificandone la ragione.

  3. Posso continuare ad accudire una colonia felina (o di gatti o cani liberi sul territorio)?

    Sì, in quanto questi casi rientrano nell’ambito della deroga relativa ai “motivi di salute” che il DPCM estende anche alla sanità animale. Trattasi di “situazione di necessità” in quanto cani e gatti liberi, non accuditi/alimentati, verrebbero esposti a maltrattamento e abbandono. Inoltre, se non venissero accuditi, cani e gatti andrebbero alla ricerca di cibo creando una potenziale dispersione della colonia con una serie di conseguenze negative. Le gattare e i volontari devono portare con sé l’autocertificazione in cui si dichiara la situazione di necessità (terza casella) + il motivo di salute. NOTA. Queste attività sono permesse a tutti i cittadini ma, nel caso siano iscritti a un Ente o a un’Associazione allegare la loro dichiarazione o il modulo Asl di assegnazione diretta e nominativa della colonia felina o dei cani liberi accuditi. Per chi svolge l’attività in vece di un’altra persona impossibilitata a muoversi (anziana/infortunata/ricoverata/deceduta) è necessario specificarlo nel modulo. Nel caso ci si debba recare al di fuori del Comune, bisogna indicare che lo spostamento è necessario perché non c’è nessuno in quell’area che possa occuparsene, oppure perché chi se ne occupava è ora  impossibilitato, specificandone la ragione.

  4. Sono un volontario, posso continuare a fare volontariato per animali in una struttura?

    Sì. Innanzitutto occorre rispettare il principio della limitazione degli spostamenti. Quindi si può continuare, solo quando strettamente necessario per gli animali, e organizzandosi con gli altri volontari per la turnazione nelle strutture più vicine. Il Ministero della Salute ha chiarito che gli spostamenti sono consentiti perché trattasi di attività di accudimento/gestione di  animali presenti in  strutture zootecniche autorizzate/registrate dal servizio veterinario, compresi canili e gattili. ll  modello di autocertificazione va compilato con gli accorgimenti del punto 3.

  5. Sono sospese le adozioni di animali al tempo del Coronavirus nei rifugi?

    No. Lo afferma anche una circolare del Ministero della Salute a proposito delle prestazioni differibili e indifferibili. L’adozione di animali è “differibile”, al fine di limitare lo spostamento delle persone, ma non è, né vietata, né sospesa. È però necessario seguire le regole del rifugio al quale ci si rivolge: alcuni richiedono l’appuntamento per l’adozione, ad esempio, mentre altri sono chiusi al pubblico.
    Inoltre, è necessario che il rifugio rientri nel proprio Comune di residenza e, prima, è bene contattare telefonicamente la struttura. Anche in questo caso bisogna compilare l’autocertificazione unitamente alla documentazione dell’associazione o del canile/gattile che conferma l’adozione.

  6. È possibile segnalare un animale che ha bisogno di soccorso?

    Si deve segnalare! Nel caso in cui doveste incontrare un animale in difficoltà segnalatelo subito alla Polizia Municipale del comune in cui vi trovate e, se necessario, precisate che per il Ministero della Salute si tratta di una prestazione “indifferibile”, che non può quindi passare in secondo piano. Se non potesse intervenire nessuno, prendete nota dell’orario della telefonata, del nome dell’interlocutore, del motivo del mancato intervento. Se, osservate che l’animale è in pericolo di vita e che potete avvicinarlo in sicurezza, portatelo al pronto soccorso veterinario più vicino.
    Barrate la prima o la seconda casella del modulo di autocertificazione (a seconda che dobbiate recarvi dentro o fuori dal comune) e la casella “motivi di salute”. Specificate che si tratta di animale in pericolo di vita e che i servizi preposti non potevano intervenire (avrete con voi l’elenco delle chiamate e le informazioni di cui sopra). Una volta che l’animale è stato lasciato presso la struttura veterinaria, fatevi rilasciare un documento che attesti l’operazione di soccorso che avete svolto, nel caso veniste fermati per successivi controlli.

  7. C’è cibo per animali a sufficienza?

    Sì. La produzione e la circolazione delle merci non ha subito limitazioni. Pertanto non ci sono timori in merito alla disponibilità di cibo, anche in futuro.

  8. I negozi per animali al tempo del Coronavirus rimangono aperti?

    Sì, perché rientrano nell’elenco degli esercizi commerciali che restano aperti.

  9. Posso portare il mio animale dal veterinario (o andare a trovare il mio animale ricoverato, o riprenderlo dopo il ricovero)?

    Sì, perché se l’animale sta male si configura lo stato di necessità, quindi è possibile, avendo cura di portare con sé l’autocertificazione. Prima però, contattare il veterinario per verificare gli orari d’apertura dell’ambulatorio e la possibilità di essere accolti in sicurezza. Nel caso non si tratti di emergenza, ma dobbiate comunque far visitare l’animale, occorre che il vostro veterinario vi invii una dichiarazione in cui si attesta che la visita è indifferibile. Durante il ricovero dovremo astenerci dal fargli visite, a meno che non ci siano esigenze specifiche comprovate dal veterinario stesso.
    Per andare a riprendere il proprio animale dopo un ricovero, bisogna allegare il foglio di dimissione del veterinario.

  10. In caso di ricovero urgente per presunto contagio da coronavirus, cosa ne sarà dei miei animali?

    Devono poter essere accuditi regolarmente da parenti, vicini o da amici incaricati, che dovranno tutelarsi con dispositivi di protezione non nei confronti degli animali, che non veicolano il virus, ma dell’ambiente in cui questi vivono.
    Nel caso si sia impossibilitati a farli accudire, bisogna avvisare il servizio veterinario pubblico e/o la Polizia Locale indicando l’indirizzo dell’abitazione del ricoverato. Si consiglia di appendere alla porta di casa, o lasciarlo in casa ben in vista (insieme al libretto sanitario ed eventuali prescrizioni terapeutiche specifiche), un modulo che avvisi della presenza del nostro amico animale, affinché qualcuno si occupi di accudirlo. Scarica il modulo, clicca QUI

Per approfondire e per scaricare l’ultima versione, completa e aggiornata del vademecum, clicca qui

Il presente articolo prende spunto dal Vademecum ENPA (aggiornato al 24 marzo 2020).

 

Sempre sull’argomento animali al tempo del Coronavirus, leggi anche il parere del veterinario

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