Cari amici, chissà quanti racconti legati a questo tempo di Coronavirus…
È un momento critico della nostra esistenza in cui ciascuno di noi è messo alla prova e può fare soltanto quello che gli è concesso di fare. La maggior parte di noi è costretta in casa, ma si va avanti.
Si organizza la giornata, si inventano nuove iniziative che ci distraggano e che ci abituino a nuovi ritmi.
La casa è diventata il nostro micromondo, dove gli spazi, anche quelli dimenticati, hanno assunto nuove destinazioni d’uso.
Dove il tempo è scandito da impegni che ci siamo imposti: una lezione di ginnastica sul web, una conferenza in streaming, un tè, una lettura o un film. In questo micromondo mi immagino anche un angolo per la scrittura.
Provate a pensarci bene, sicuramente tanti di voi hanno qualcosa da raccontare.
Scrivere fa solo bene
La scrittura, anche per chi non è abituato, è una sorta di liberazione, un modo per buttar fuori pensieri e sentimenti che in questo momento sono diversi rispetto al passato.
Siamo di fronte a qualcosa di nuovo e inaspettato che ha scosso e livellato tutto e tutti.
In questo momento siamo tutti uguali, indifesi e impreparati. Ciò non toglie che tanti, per fortuna, riescono a vedere il positivo…
Allora trasferite i vostri pensieri sul computer e inviateli a Redazione@edinat.it con il titolo “Racconti al tempo del Coronavirus”.
La redazione selezionerà quelli che, a suo giudizio insindacabile, riterrà i migliori, dopodiché li pubblicherà su questo sito.
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