Le api da miele allevate in aree con i più alti livelli di inquinamento atmosferico del Pianeta hanno mostrato tassi di sopravvivenza più bassi, fino all’80%, a causa di alterazioni nella visita dei fiori, della frequenza cardiaca e del numero delle cellule sanguigne. Una ricerca, condotta in India, ha scoperto che anche l’aria solo leggermente inquinata può uccidere gran parte della popolazione di ape gigante asiatica, un importante impollinatore dell’Asia meridionale.
Lo studio è stato condotto da scienziati del Tata Institute of Fundamental Research dell’India ed è stato pubblicato sulla rivista American journal Proceedings della National Academy of Sciences americana.
L’ape gigante asiatica (apis dorsata), comune abitante delle città indiane, dà un importante contributo alla produzione alimentare agricola e agli ecosistemi dell’India. Quest’ape produce oltre l’80% del miele del Paese.
Gli scienziati hanno campionato 1.820 api da miele giganti asiatiche in un periodo di tre anni in quattro siti nell’area di Bangalore, una zona con alti livelli di inquinamento atmosferico che è anche una delle principali per la produzione di frutta e verdura.
Un’analisi delle api ha rilevato danni alle antenne e al tessuto cardiaco che, secondo i ricercatori, sono dovuti all’inquinamento dell’aria.
Una delle api, raccolta vicino a un’area industriale, era ricoperta da piccole particelle contenenti piombo, tungsteno, arsenico e altri metalli tossici. Uno dei ricercatori, Shannon Olsson, ha commentato: «Il suo corpo sembrava una zona di guerra”.
Nel complesso, l’inquinamento dell’aria potrebbe non uccidere direttamente le api, ma rendere le api meno efficienti nelle loro attività quotidiane e potrebbe accorciare la loro vita».
«Questo è uno studio importante» ha commentato Olli Loukola, un ecologo comportamentale dell’Università di Oulu, in Finlandia, non coinvolto direttamente nella ricerca. «I risultati – ha detto – sono i primi a documentare l’impatto dell’inquinamento atmosferico sugli insetti e sottolineano quanto possano essere estesi gli effetti dell’inquinamento causato dall’uomo».
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