Il limite meridionale dell’area riproduttiva dell’aquila reale (Aquila chrysaetos) in Nord America è il Messico, dove l’aquila tra l’altro è il simbolo nazionale, mentre gli Stati Uniti hanno adottato l’aquila calva.
Purtroppo, in Messico l’Aquila reale è definita anche una specie minacciata e ad alta priorità di conservazione.
Questo fatto ha generato politiche di studio e intense attività a tutela di questo rapace.
Recentemente, un team internazionale di ornitologi messicani e statunitensi ha cercato di monitorare la specie, grazie a un progetto coordinato dall’Instituto de Biologıa dell’Universidad Nacional Autonoma de Mexico.
In questo scenario di studio e comprensione dell’ecologia delle aquile reali messicane, i ricercatori si sono concentrati sui movimenti e sugli spostamenti degli individui.
Infatti, la conoscenza della dispersione dalle aree natali è essenziale per comprendere l’ecologia dell’aquila e provvedere alla sua gestione.
Per poter monitorare al meglio questa specie si è fatto ricorso alla telemetria satellitare e i dati hanno permesso la pubblicazione della ricerca su una delle più prestigiose riviste di ornitologia mondiali, il Journal Raptors Research.
Nello studio sono stati analizzati i movimenti dal Messico centrale di tre maschi e una femmina di aquila reale durante il loro primo anno di vita.
In particolare i ricercatori hanno documentato i tempi e la distanza dei movimenti iniziali di dispersione delle aquile, la distanza totale percorsa e la distanza massima dal sito natale per mese di età dopo l’involo, le dimensioni delle aree utilizzate.
I risultati hanno dimostrato che le aquile hanno cominciato la loro dispersione intorno ai 6-8 mesi di età. Nel complesso i maschi, raggiunti i 9-11 mesi di vita, si sono mossi su distanze significative se pensiamo che nel complesso la media mensile di percorrenza era compresa tra i 350 e 1350 km! Se invece analizziamo lo spostamento dai nidi ci rendiamo conto che oscilla tra una media di 17,9 km sino a un picco di 129 km.
I dati messicani suggeriscono che il movimento delle giovani aquile reali è simile a quello dei conspecifici di altre popolazioni.

Primo piano di un’aquila reale (Aquila chrysaetos). La specie è diffusa in Eurasia, Nord America e Sud America. © Jarkko Järvinen/CC BY-SA 2.0
Monitoraggi anche sull’arco alpino
Lo studio della dispersione giovanile delle aquile reali è una priorità non solo in Messico, ma anche nell’arco alpino dove è in atto un progetto internazionale del quale fa parte la stazione ornitologica svizzera.
A differenza delle popolazioni dell’Europa settentrionale e di quelle che vivono vicino al Mediterraneo, nell’Europa centrale le aquile reali non sono diffuse in pianura, ma vivono soprattutto nelle regioni alpine.
La mole di dati che verrà raccolta sarà sicuramente notevole se pensiamo che il progetto esteso a Svizzera, Austria, Italia e Francia osserverà molti individui seguiti con un tracciamento satellitare.
Solo nel Cantone dei Grigioni le giovani aquile seguite sono state 33 (2017) e hanno permesso di svelare aspetti etologici interessanti. Ad esempio, le giovani aquile hanno lasciato il territorio intorno al nido e negli anni seguenti di apprendimento e nomadismo hanno coperto distanze giornaliere anche di 130 km. Altro aspetto curioso è che spesso le giovani aquile non si spostano da sole, ma aggregate ad altre aquile fino a un massimo rilevato di 6 individui.
La conservazione delle aquile reali passa attraverso conoscenze che vanno dal Messico alle Alpi e gli ornitologi sono quanto mai impegnati a salvaguardare uno degli uccelli più regali del Pianeta.
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