È in corso questa settimana a Lisbona (dal 27 giugno al 1o luglio) la Conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani. L’oceano copre il 70% della superficie terrestre, è la biosfera più grande del pianeta e ospita fino all’80% di tutta la vita del mondo.
Non solo è “il polmone del pianeta”, ma è anche il suo più grande pozzo di carbonio, che imprigiona nei suoi fondali, offrendo così un contributo essenziale per mitigare i cambiamenti climatici.
L’oceano è uno scrigno di biodiversità impareggiabile e per noi umani è fonte di cibo, di lavoro, di risorse minerarie ed energetiche. Per tutte queste ragioni dobbiamo gestirlo in modo sostenibile, come indicato tra i Goals dello Sviluppo sostenibile: “La vita sott’acqua”.
La Conferenza sugli oceani, ospitata congiuntamente dai governi del Kenya e del Portogallo, giunge in un momento critico in cui il mondo sta cercando di affrontare molti dei problemi radicati delle nostre società e che richiederanno importanti trasformazioni strutturali e soluzioni condivise. La Conferenza cercherà di promuovere le necessarie soluzioni innovative, volte ad avviare un nuovo capitolo dell’azione globale per gli oceani.
Il contributo dell’UE
Per affrontare la governance dell’oceano, ovvero contrastare l’acidificazione, l’accumulo di rifiuti e inquinamento, la pesca illegale, la perdita di habitat e di biodiversità, anche la Commissione europea e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno presentato una nuova agenda dell’UE sulla governance internazionale degli oceani, che propone azioni per un oceano sicuro, pulito e gestito in modo sostenibile.
Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, ha dichiarato: «L’UE e i suoi Stati membri dispongono congiuntamente della zona economica esclusiva più grande del mondo, tuttavia quasi due terzi degli oceani mondiali si trovano al di fuori delle giurisdizioni nazionali. Occorre pertanto un approccio globale collettivo per proteggerli e ripristinarli e sfruttare il loro enorme potenziale in modo sostenibile a vantaggio delle società di tutto il mondo».
Attuare una governance internazionale degli oceani vuol dire gestire insieme gli oceani e le loro risorse affinché essi siano sani e produttivi, a beneficio delle generazioni attuali e future.
Basandosi sugli impegni stabiliti nella comunicazione congiunta del 2016 e aggiornandoli, l’UE si impegna a:
- rafforzare il quadro internazionale di governance degli oceani a livello globale, regionale e bilaterale;
- trasformare in realtà la sostenibilità degli oceani entro il 2030, adottando un approccio coordinato e complementare alle sfide comuni e agli effetti cumulativi;
- continuare ad agire per fare dell’oceano uno spazio sicuro di fronte a una concorrenza sempre più agguerrita in acque internazionali e al moltiplicarsi delle sfide alla cooperazione multilaterale;
- sviluppare le conoscenze in materia di oceani a livello internazionale affinché un processo decisionale basato su dati concreti possa tradursi in azioni volte a proteggere e gestire gli oceani in modo sostenibile.
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