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Badlands, la casa delle grande tribù dei Nativi
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Diario di viaggio

Badlands, la casa delle grande tribù dei Nativi

Redazione Redazione 20 Ott 2018

Ecco la quarta delle cinque puntate dedicate al Parco Nazionale delle Badlands, negli Stati Uniti.

Qui trovate le precedenti.

Testo di Vico Magistretti

La storia dell’uomo nelle Badlands inizia più di 11.000 anni fa con la migrazione di alcune tribù nomadi, paleoindiani, e dei cacciatori di mammut vissuti verso la fine dell’era glaciale.

Nulla sappiamo fino al Cinquecento circa, quando visse qui la tribù degli Arikara, cui succedettero verso il Settecento i Cheyenne, i Kiowa, i Pawnee, i Crow ed i Sioux (la corretta pronuncia è Su, detti anche Lakota). Essi seguivano le mandrie di bisonti che pascolavano nelle grandi praterie: gli animali fornivano loro quanto necessario al sostentamento ed al superamento dei rigidi inverni.

Circa 150 anni fa la Grande Nazione Sioux aveva scacciato ogni altra tribù dalle praterie del nord e disponeva di un territorio di più di 320.000 kmq, centro del quale era l’attuale territorio del South Dakota. I Lakota Sioux avevano denominato la regione del Parco “makò sica“, mentre i primi trappers francesi la chiamarono “les mauvaises terres à traverser“, entrambi i termini traducibili in ‘cattive terre’, badlands.

Gli stessi trappers francesi furono i primi europei che iniziarono a soppiantare i Sioux, presto seguiti da soldati, minatori allevatori, coltivatori e altri coloni.

Man mano che l’immigrazione cresceva numericamente le relazioni tra i bianchi ed gli indiani peggioravano drasticamente. L’intervento dell’Esercito e la firma di alcuni trattati spinsero la Nazione Sioux sempre più ad ovest, verso le Bighorn Mountains, nell’attuale Wyoming.

Toro seduto

Verso il 1870 si sparse la voce del rinvenimento di giacimenti d’oro poco ad est delle Badlands, nelle Black Hills. L’ulteriore crescita della popolazione dovuta alla notizia fece precipitare le cose, poiché i Sioux si erano stanziati in gran numero nella regione aurifera.

La storia del Capo Hunkpapa, del Capo Toro Seduto, del Generale George Armstrong Custer e l’esito della battaglia di Little Bighorn sono ben noti a tutti: vi si scontrarono l’Esercito ed una coalizione di 10 tribù Sioux. Fu l’inizio della fine della Grande Nazione Indiana.

Nel 1890 la colonizzazione e la corsa all’oro avevano aumentato la popolazione in modo tale da garantire al South Dakota la dignità di Stato. I Sioux furono privati della maggior parte delle loro terre e confinati in Riserve. Toro seduto fu ucciso dalla polizia tribale in sanguinosi disordini scoppiati nell’attuale Pine Ridge Indian Reservation, dopodiché l’Esercito era stato inviato nella regione per disarmare i Lakota.

L’evento che ne seguì, il 29 dicembre 1890, è noto come il Massacro di Wounded Knee, località oggi accesso alla sezione sud del Parco: vi persero la vita 220 indiani con il loro capo, Big Foot. Fu l’ultimo eccidio perpetrato ai danni degli indiani negli Stati Uniti.

Nel 1939 Franklin D. Roosevelt creò il Badlands National Monument a protezione dell’eccezionale scenario geologico e naturalistico e dei ricchi giacimenti paleontologici. Nel 1978 il National Monument è diventato National Park.

 

La riserva Lakota Sioux Oglala

La Nazione dei Lakota Sioux Oglala è la quarta Riserva Indiana d’America per dimensioni. Nella Pine Ridge Reservation, un’area di più di quasi 9.000 kmq, confinante a sud con il Badlands NP, vivono circa 60.000 persone di nove diverse tribù. I loro antenati calcarono queste terre già 11.000 anni or sono.

Esistono diversi trattati con il Governo U.S. per l’uso comune di questa regione. Dopo la creazione del Badlands National Monument e due anni prima della istituzione del Parco Nazionale, nel 1976, furono acquistati dai Lakota quasi 540 kmq di terra. Quella stessa terra avrebbe costituito la Stronghold Unit del Parco.

Naso Bianco, capo tribù Oglala. Foto: Heyn Photo

«Mio nonno guardò in basso verso di me e le sue parole furono come fuoco nella mia mente. Egli disse che ai suoi tempi e prima di lui, come oggi, i Lakota vivevano in armonia con la natura, come un unico essere. La terra, il cielo, l’acqua, ed i quadrupedi sono tutti interconnessi con i Lakota, che sono membri originari della nazione del bisonte. Ciascuno e tutti sono rispettati per il loro ruolo nella grande tela della vita. Il Grande Spirito domina su tutto ciò. La nostra eredità sono queste verità, così come la tradizione orale racconta ed insegna alle nostre genti. E queste parole ardono anche nella mente di tutti i Lakota, disse mio nonno».

(Introduzione ad uno Studio per lo Oglala Lakota Heritage Center, sito nella sezione meridionale del Badlands National Park, Novembre 1994)

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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