Lasciata Menaggio, raggiungiamo la frazione Breglia, nel comune di Plesio. Siamo a 740 m/slm e la sensazione è quella di aver abbandonato del tutto il lago. Parcheggiamo comodamente nell’area vicina alla chiesa parrocchiale, a due passi da uno spazio verde con parco giochi e tavolini.
Proprio al fondo del parcheggio inizia la sterrata della nostra escursione, indicata da cartelli di legno “San Domenico”. Il percorso gradevole, sempre ben evidente e, all’unico bivio, ben indicata, procede con andamento un po’ a sali-e-scendi, ma mai troppo ripido.
- Breglia – San Domenico. © F. Voglino/A. Porporato
- Breglia – San Domenico. © F. Voglino/A. Porporato
Camminiamo nel fitto del bosco a predominanza di castagni, che in autunno si fanno sentite con i loro sordi tonfo di caduta dei ricci.
Non è necessario dare molte spiegazioni, la passeggiata è una vera immersione nel forest bathing, piacevole e rilassante, da fare respirando a fondo e rigenerandosi nel silenzio della natura.
Quasi di colpo arriviamo alla piccola cappella dedicata a San Domenico (800 m/slm) ed ecco la sorpresa: il lago riappare in tutta la sua luce e lo sguardo, finora chiuso dagli alberi, si allarga su di esso e sulle cime che lo cingono, in particolar modo su Bellagio e il ramo che punta in direzione di Lecco. Una vera boccata d’aria panoramica, e sarà difficile abbandonare il luogo per proseguire.
- Breglia – San Domenico. © F. Voglino/A. Porporato
- Breglia – San Domenico. © F. Voglino/A. Porporato
Continuiamo dunque a seguire la sterrata, ora in discesa continua e, in alcuni punti, anche ripida che ci porta rapidamente a una ampia radura prativa. Qui troviamo un bivio e andiamo a sinistra, arrivando in breve alla scalinata selciata che ci porta al Santuario Madonna di Breglia, un bianco edificio dalla cui terrazza posteriore abbiamo un ulteriore punto di vista sul sottostante lago.
Un cartello indica la grotta in cui venne ritrovata la statua della Madonna, ma consigliamo la variante solo a chi non ha problemi di ginocchia, poiché il sentiero è in alcuni punti assai ripido in discesa e, con le foglie, presenta alcuni punti scivolosi.
Noi scendiamo di nuovo per la scalinata e si aprono due vie: la prima va a sinistra dove si segue la selciata della Via Crucis rientrando in paese dal cimitero, dove si trova una tomba romana del VI secolo d.C. Noi preferiamo tenere la destra e tornare alla radura erbosa, per poi proseguire a sinistra sempre su sterrata attraverso il bosco di castagni e chiudere l’anello sulla sterrata fatta all’andata.
Note
Dati anello
Lunghezza: 3,2 km
Dislivello: 100 m
Tempo al netto delle soste: 1 h
Attenzione: il percorso è facile e intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo.
Link utili
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