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Natura
Animali, piante e habitat
mar mediterraneo

Bentornato Grampo: avvistato dopo tre anni

Bentornato Grampo: avvistato dopo tre anni

Claudia Fachinetti Claudia Fachinetti 21 Ago 2017

Scomparso da alcuni anni questo cetaceo è riapparso in Mar Ligure a inizio agosto, ma il 2017 è l’anno delle balenottere
Era assente dalle acque del Santuario Pelagos – il tratto di mare protetto compreso tra Costa Azzurra, Sardegna settentrionale e Toscana – da ormai tre anni tanto che i ricercatori ritenevano che la specie avesse definitivamente abbandonato l’area e invece rieccolo: il grampo (Grampus griseus) è tornato a farsi ammirare davanti a Genova i primi d’agosto.
L’ avvistamento di un branco di almeno una quindicina di individui con alcuni piccoli effettuato dall’imbarcazione Whalewatch Genova lascia ben sperare sul ritorno di questa singolare specie di delfino.

 

Una pelle unica

 

Il grampo, infatti, oltre a essere un po’ più grande del “cugino” tursiope e a non avere un rostro pronunciato, ha una pelle che “sbianca” con l’età. Gli individui nascono scuri, ma in seguito a graffi e cicatrici che si procurano interagendo tra di loro, o in altri modi, si depigmentano così gli individui adulti risultano grigi striati o addirittura quasi bianchi. Inoltre hanno un singolare comportamento che in mare li rende difficilmente confondibili con altre specie: restando “a testa in giù” nell’acqua col peduncolo caudale fuori dalla superficie.

Le caratteristiche del grampo

Questi delfini si nutrono di calamari e abitano le acque della scarpata continentale, non lontanissimo dalla costa tanto che, almeno un tempo, non era raro avvistarli. «Tra il 2000 e il 2005 – dice Sabina Airoldi, direttore del progetto di ricerca dell’Istituto Tethys in mar Ligure – avevamo una media di 120-150 avvistamenti di grampo a stagione, ma questo numero è andato via via diminuendo tanto che negli ultimi anni non abbiamo avuto nessun incontro con la specie. Questo non significa però che la popolazione stesse diminuendo ma, semplicemente, come spesso accade con i cetacei, che si era probabilmente spostata altrove, fuori dal nostro areale di studio, forse verso la Francia, dove le condizioni ambientali e la presenza di cibo erano migliori. E adesso un avvistamento che ci fa ben sperare, ma è ancora troppo poco per dire che il grampo sia davvero tornato. Davanti a Sanremo, sulla batimetrica degli 800 metri, dove in precedenza veniva avvistato, non si è fatto vedere neanche quest’anno malgrado le nostre attività di ricerca siano iniziate con regolarità da maggio».

Non abbassare la guardia

Una stagione che, grampi a parte, sta però portando grandi risultati ai ricercatori di Tethys che hanno avuto la gradita sorpresa di avvistare moltissime balenottere comuni (Balaenoptera physalus) oltre a stenelle (Stenella coeruleoalba), tursiopi (Tursiops truncatus), capodogli (Physeter macrocephalus), zifi (Ziphius cavirostris) e globicefali (Globicephala melas). «Anche le balenottere comuni – aggiunge la ricercatrice di Tethys – erano decisamente diminuite negli ultimi anni all’interno del Santuario, come confermato anche dal numero di avvistamenti degli operatori di whalewatching e soprattutto dagli studi aerei condotti dal ministero dell’Ambiente in collaborazione con l’Istituto Tethys. La stima più recente dava circa 330 individui in queste acque mentre per contro numerosi esemplari sono stati visti più a sud-ovest, tra la Sardegna e il Golfo del Leone. Quest’anno però, ai primi di agosto, come Tethys abbiamo già 41 avvistamenti di balenottera, di cui alcuni con più di un esemplare. Anche il numero degli avvistamenti di zifi appare in aumento in Mar Ligure mentre le altre specie restano più o meno costanti».
Ma non bisogna abbassare la guardia perché i cetacei sono molto sensibili a diverse azioni antropiche come l’inquinamento acustico, il traffico marittimo che determina collisioni e genera stress nelle popolazioni, la diminuzione delle prede naturali, la plastica e altri materiali e sostanze tossiche e inquinanti e, in generale, i cambiamenti climatici. «Ci vogliono anni prima che la diminuzione di una specie in un’area marina sia certa e definitiva, come è accaduto purtroppo con il delfino comune (Delphinus delphis), ma se non stiamo attenti a ogni campanello d’allarme dopo potrebbe essere troppo tardi. Per questo Tethys intende avviare un progetto ad hoc sul grampo affinché tutti i dati e gli avvistamenti della specie possano essere messi a sistema per capire gli spostamenti della popolazione mediterranea e il motivo che l’ha spinta a cambiare abitudini».
Nel frattempo la campagna di avvistamento in mare continua anche con l’aiuto dei volontari e per chi fosse interessato è possibile partecipare.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
  • argomenti
  • cetacei e delfini
  • Mediterraneo

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