Il Prof. Mauro Agnoletti, titolare della Cattedra UNESCO in Paesaggi del Patrimonio Agricolo presso l’Università di Firenze e presidente della commissione per la redazione del decreto attuativo e delle linee guida della legge forestale, commenta così l’approvazione della nuova legge sulla montagna, passata al Senato pochi giorni fa: «Finalmente riconosciuto il valore dei boschi non naturali, bensì legati all’opera dell’uomo: è una rivoluzione in ambito di politiche ambientali e l’Italia fa da apripista in Europa e nel mondo».
«La legge include un emendamento che dà il via all’attuazione della legge sulla tutela dei boschi monumentali, rimasta inattuata dal 2018. Non si tratta di tutelare boschi con alberi di ‘grandi dimensioni’ di origine naturale, bensì, riconosce il carattere di ‘monumento nazionale’ alle foreste che sono il risultato dell’opera dell’uomo» continua il professore.
Primi in Europa per i boschi culturali
Si tratta della prima legge del genere nel continente europeo, tralasciando un tentativo fatto nel Regno Unito nel 1980. Si affianca al Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici, tutelando alcuni dei valori che distinguono il nostro paesaggio.
Il tema arriva da lontano, in quanto la conferenza ministeriale per la protezione delle foreste già nel 2003 stabilì che il terzo pilastro della gestione forestale sostenibile in Europa, oltre a economia ed ecologia, era quello socio culturale, ma nessun Paese fino a oggi ha preso alcuna iniziativa. L’Italia è il primo a farlo.
«Si tratta di una piccola rivoluzione che incide sull’idea di cosa sia meritevole di tutela nel settore forestale. Un’abetina del Trentino o del Cadore, in cui dal XV secolo si persegue l’aumento progressivo delle conifere a scapito di una più naturale compresenza del faggio, per la produzione di legname per Venezia, diventa meritevole di tutela. Così come un castagneto da frutto o una pineta di pino domestico, originati dalla pianificazione territoriale e non dall’azione naturale, potranno assurgere al titolo di bosco monumentale. La legge intende quindi salvaguardare boschi legati all’opera dell’uomo e che nel corso del tempo hanno assunto valore storico, letterario, toponomastico, con le loro caratteristiche di forma, dimensioni e struttura. Si cerca così di mettere ordine nella confusione che oggi impedisce di distinguere ciò che è naturale da ciò che è culturale e nei valori che meritano tutela» spiega il professore.
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