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Natura
Animali, piante e habitat
SIMBOLO DI BIODIVERSITÀ / SECONDA PARTE

Bracconaggio, la principale causa di mortalità del lupo

Il lupo è stato declassato a livello di protezione, ma si dimentica che ciò avveniva già illegalmente con i cacciatori bracconieri

Bracconaggio, la principale causa di mortalità del lupo
Lupo in natura nell'Appenino. © Sassoferrato TV via Wikimedia Commons /CC BY 2.0 Deed

Redazione Redazione 20 Nov 2025

 

di Mariangela Corrieri

Presidente Associazione Gabbie Vuote ODV Firenze

Il bracconaggio è individuato come la principale causa di mortalità accertata del lupo. Le percentuali di uccisione, secondo un’indagine effettuata su 115 lupi morti nel triennio 2013-2015 sono: oltre il 24,3% con armi da fuoco, avvelenato 10,5%, torturato con i lacci 6%, investito 45,6%, motivi incerti 13,2, meno dell’1% per aggressione da parte di altri canidi.

 

I conflitti tra lupo e attività zootecnica rappresentano il principale elemento che limita la diffusione del lupo. I sistemi attuali di monitoraggio dei danni sono insufficienti e dovrebbero essere perfezionati. Inoltre, non sempre vengono eseguite procedure di accertamento in grado di distinguere tra lupo e cani, presenti in numero superiore rispetto ai lupi.

L’ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali, ricorda che il Ministero dell’Ambiente stima che ogni anno vengono uccisi dai bracconieri e non solo, circa 300 lupi, vale a dire il 10% della popolazione totale che si stima vivere sul territorio italiano.

I metodi di prevenzione danni

I metodi di prevenzione dei danni causati dal lupo agli allevamenti, esistono e da molti vengono applicati con successo.

II mondo scientifico e le esperienze degli allevatori virtuosi, hanno dimostrato che l’unica strategia vincente per prevenire le predazioni ed evitare conflitti è quella di applicare in modo combinato i vari metodi di prevenzione.

In sintesi:

  • adottare cani da guardiania (cane da pastore maremmano-abruzzese)
  • realizzare recinzioni antilupo
  • predisporre ricoveri notturni
  • impiegare dissuasori acustici e ottici.

Per molti queste soluzioni sono state sufficienti per evitare la possibilità di predazione, particolarmente tra i pastori sardi e quelli abruzzesi, che non lasciano mai incustodito il proprio gregge ma accade anche in aziende virtuose della Lessinia, ad esempio.

«I recinti elettrici funzionano benissimo per aree piccole e comunque guardate da cani e dal pastore. I cani da pastore maremmano-abruzzesi sono animali eccezionali; gli Stati Uniti li hanno dapprima importati e ora li allevano» (Dall’intervista rilasciata da Lugi Boitani a Wilderness News il 22 novembre 2017).

Certo, serve un aiuto da parte delle istituzioni, serve apertura mentale, serve il rispetto dell’ambiente e di tutti coloro che lo abitano, lupi compresi.

Esempi di comportamenti che hanno dato risultati positivi

Un grande successo lo sta avendo WPIU, ovvero le Squadre di emergenza per la prevenzione degli attacchi da lupo, attivate nell’ambito del progetto europeo LIFE WolfAlps Eu dal 2019 al 2024, in Italia, Francia, Austria e Slovenia.

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In Italia un esempio virtuoso arriva da DifesAttiva, un’associazione che aiuta gli allevatori a ottimizzare i sistemi anti-predazione. La natura non è semplificabile come una qualsiasi macchina concepita dall’uomo, servono strategie e accorgimenti analizzati e modellati caso per caso

 

Anche Luca Santini, presidente del Parco delle Foreste Casentinesi, il 31 gennaio 2023 ha spiegato, presentando la Shepherd School (scuola per pastori e allevatori che insegna a gestire il conflitto con la fauna selvatica), come la coesistenza con questi predatori sia possibile. Grazie al lavoro della Shepherd School, nel Parco della Foreste Casentinesi, che accoglie 13 branchi di lupi, negli ultimi 5 anni ci sono stati solo 2 casi di predazione.

Possiamo quindi affermare che volere è potere!

(continua…)

 

PRIMA PARTE Chi è il lupo

 

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