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Scienza
nuova scoperta

Bradipo, un passato da gigante

Bradipo, un passato da gigante
Il cranio e la ricostruzione di Catonyx tarijensis, il bradipo gigante.

Redazione Redazione 15 Mag 2020

Emblema della quiete, il bradipo è un mammifero anomalo. Passa la vita sugli alberi a masticare foglie con studiata lentezza e a dormire. Ma cosa si sa del suo passato? Recentemente, uno studio pubblicato su Frontiers in Ecology and Evolution, al quale hanno partecipato anche i paleontologi dell’università Sapienza di Roma, è andato alla ricerca di similitudini tra le attuali specie di bradipo esistenti e i loro antenati di 35 milioni di anni fa.

Il bradipo gigante

In particolare lo studio ha posto in evidenza gli aspetti biologici e comportamentali di Catonyx tarijensis, una specie di bradipo gigante vissuto nel Pleistocene superiore. Nonostante fosse diverso per dimensione, per l’andatura su quattro zampe e non fosse arboricolo, questo antenato ha mostrato ai ricercatori interessanti similitudini con i bradipi di oggi.

Il cranio di un esemplare dell’altopiano boliviano è stato analizzato attraverso l’uso della tomografia computerizzata, tecnica che ha permesso di analizzare l’anatomia interna ed esterna. È emerso che i seni paranasali mostrano uno sviluppo ridotto rispetto ad altre forme fossili, e presentano diverse similitudini con quelle dell’attuale bradipo didattilo Choloepus hoffmanni.

 

Le immagini risultate dalle analisi tomografiche, che evidenziano la morfologia della bocca di Catonyx tarijensis, il bradipo gigante vissuto 35 milioni di anni fa.

Inoltre, dalle analisi 3D del sistema nervoso di Catonyx tarijensis si è scoperto che l’animale aveva il nervo ipoglosso – deputato muovere la lingua – poco sviluppato e un osso ioide molto robusto, e di conseguenza una limitata capacità a estrarre la lingua; di contro, maggiore doveva essere la capacità prensile delle labbra, a indicare che Catonyx tarijensis era un animale brucatore.

 

 

Il bradipo Choloepus hoffmanni.

Una vita trascorsa a digerire

Contrariamente al suo antenato, Choloepus hoffmanni vive per la maggior parte del tempo tra le cime degli alberi. Il cibo non manca nelle lussureggianti foreste tropicali del Centro e Sud America dove vive, ma è poco nutriente e lunghissimo da digerire. Per questo il bradipo vanta uno stomaco enorme, che occupa circa la metà del corpo, con compartimenti multipli e batteri simbiotici che permettono l’assimilazione dei nutrimenti. Il suo metabolismo è più simile a quello di un rettile: la temperatura corporea è di 30-34 gradi, che scendono ulteriormente durante il riposo, per circa 15 ore al giorno. La massa muscolare è molto inferiore a quella di una scimmia di pari taglia. La sua velocità massima è 5 metri al minuto e non può nemmeno sostenere sforzi prolungati.

Lento come un bradipo

Per questi animali la lentezza rappresenta un’astuta strategia evolutiva. Il metabolismo dimezzato rispetto agli altri mammiferi e la ridotta massa muscolare permettono loro di ridurre al minimo i consumi e di non trascorrere l’intera esistenza a mangiare, visto che si cibano di foglie poco nutrienti. Diversamente da quanto si crede, però, i bradipi non sono grandi dormiglioni. In passato, basandosi su osservazioni condotte negli zoo, si riteneva che riposassero 16-18 ore al giorno. Ma gli animali in cattività hanno cibo in abbondanza e sono meno incentivati a darsi da fare. Così, una decina d’anni fa, gli scienziati hanno monitorato l’attività cerebrale di tre bradipi residenti in un’area protetta a Panama scoprendo che questi mammiferi dormono solo 9 ore al giorno, più che altro di notte.
Nel resto del tempo conservano energia e si dedicano alla lunga digestione dei loro pasti.

Carta d’identità

  • Choloepus hoffmanni
  • Gruppo: Mammiferi
  • Lunghezza: circa 70 cm.
  • Peso: 5-8 kg
  • Areale: fascia tropicale del Sud America
  • Abitudine: arboricola
  • Alimentazione: erbivoro, consuma in massima parte le foglie degli alberi.
  • Quanto vive: circa 20 anni

 

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