In tema di caccia l’Italia è da tempo un osservato speciale della Commissione europea, in procinto di attivare una o più procedure di infrazione dopo varie inchieste condotte. Ebbene, nonostante questo, in Commissione Agricoltura della Camera è stata presentata una proposta di legge che infrange la Direttiva Uccelli, riduce gravemente le tutele per la fauna e regionalizza il patrimonio collettivo degli animali selvatici.
Le associazioni Enpa, Lac, Lav, Leidaa, Lipu-BirdLife Italia, Oipa, Federazione nazionale Pro Natura, WWF Italia hanno emesso un comunicato congiunto che evidenzia le maggiori criticità della proposta di legge:
- emanare il calendario venatorio per legge, impedendo ai cittadini di poter ricorrere;
- eliminare qualsiasi riferimento al limite della stagione venatoria, così da autorizzare la caccia anche nel delicato mese di febbraio;
- autorizzare la caccia sette giorni a settimana togliendo il limite di tre giorni e i due giorni di silenzio venatorio;
- introdurre gli istituti regionali a cui chiedere il parere invece che a Ispra, attuando una sorta di autonomia differenziata delle tutele della fauna cacciabile;
- depenalizzare i reati, ad esempio lasciando la licenza di caccia a chi è condannato per reati di bracconaggio in periodo di stagione chiusa, vera e propria liberalizzazione dell’attività venatoria.
«A queste criticità si aggiunge una serie di concessioni al mondo venatorio – dichiarano le associazioni –come la rimozione del limite di tre giornate cacciabili settimanali e dei giorni di silenzio venatorio, l’eliminazione dell’obbligo della scelta di forme di caccia, l’eliminazione della sospensiva della licenza di caccia per chi la esercita in periodo di divieto, fino all’esclusione degli uccelli da richiamo dalle tutele previste per la fauna selvatica».
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