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Natura
Animali, piante e habitat
impariamo a riconoscere gli uccelli

Calandro, amante degli spazi aperti e dei suoli aridi

Calandro, amante degli spazi aperti e dei suoli aridi
Foto Antonello Turri

Fondazione Lombardia per l'Ambiente Fondazione Lombardia per l'Ambiente 16 Giu 2020

Nome

Calandro (Anthus campestris)

Descrizione

Simile nella forma al più comune Prispolone, questo passeriforme se ne differenzia per le dimensioni maggiori e le zampe più lunghe. Altre differenze sono i colori più chiari, le parti inferiori più bianche, le striature più rade e sottili e le forme più allungate ed eleganti. Ha un tipico pattern facciale con sopracciglio chiaro e stria nerastra che dalla base del becco attraversa l’occhio e arriva alla zona auricolare.

Fenologia

In Italia e in Europa è migratore, nidificante. Le popolazioni europee svernano prevalentemente a sud del Sahara.

Habitat

Il Calandro è legato ad ambienti aperti, asciutti, con vegetazione bassa e rada. Frequenta aree prevalentemente poco inclinate o pianeggianti e con esposizione favorevole. Occupa anche aree con scarsa vegetazione pioniera in diversi contesti, come dune sabbiose, aree detritiche, suoli aridi, greti fluviali sassosi o sabbiosi con vegetazione sparsa. Ma anche brughiere a vegetazione bassa, prati pascolati e aree coltivate, a seconda delle aree geografiche.

Distribuzione

In Europa le popolazioni numericamente più importanti sono legate all’area mediterranea e alla Russia europea sudorientale. In Italia è distribuito come nidificante su tutta la penisola e sulle isole maggiori. La popolazione italiana è stimata in 15.000 – 40.000 coppie.

Stato di conservazione

Stato di conservazione sfavorevole a livello paneuropeo durante il Novecento, soprattutto nell’Europa centrale e settentrionale. La conservazione della specie dipende dal mantenimento di habitat idonei. Ad esempio favorendo il pascolo ed evitando interventi di forestazione in aree prative naturali o seminaturali. In aree coltivate, l’alternanza di coltivazioni con differenti tempi di aratura e semina (molto frequente nell’agricoltura di tipo tradizionale) a piccola scala (e pertanto rinvenibili all’interno del territorio riproduttivo di una coppia), può favorire la presenza di aree idonee alle esigenze della specie durante le fasi di aratura e semina, prima che la crescita e lo sviluppo della vegetazione le renda inadatte.

Nei greti fluviali, la regimazione dei corsi d’acqua interrompe i processi ecologici di ringiovanimento e rimodellamento degli habitat adiacenti all’alveo fluviale. Questo comporta la perdita degli stadi serali, tra cui le aree a bassa densità di vegetazione su suolo arido favorite dal Calandro. Un’altra minaccia per la specie è legata al disturbo antropico presso i siti riproduttivi. Le aree frequentate dalla specie (prati e pascoli, greti fluviali ecc.), sono infatti spesso utilizzate anche per il motocross o il fuoristrada. L’abitudine della specie di nidificare spesso vicino a strade sterrate o nelle aree con vegetazione meno fitta (le stesse più utilizzate per il passaggio di moto e fuoristrada) la rende particolarmente vulnerabile a queste fonti di disturbo.

 

di Fabio Casale, Fondazione Lombardia per l’Ambiente

Supervisione scientifica: Giuseppe Bogliani, Università degli Studi di Pavia

 

tratto da:

Casale F., 2015. Atlante degli Uccelli del Parco Lombardo della Valle del Ticino.

Parco Lombardo della Valle del Ticino e Fondazione Lombardia per l’Ambiente.

Foto: Antonello Turri

 

 

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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