Nome
Calandro (Anthus campestris)
Descrizione
Simile nella forma al più comune Prispolone, questo passeriforme se ne differenzia per le dimensioni maggiori e le zampe più lunghe. Altre differenze sono i colori più chiari, le parti inferiori più bianche, le striature più rade e sottili e le forme più allungate ed eleganti. Ha un tipico pattern facciale con sopracciglio chiaro e stria nerastra che dalla base del becco attraversa l’occhio e arriva alla zona auricolare.
Fenologia
In Italia e in Europa è migratore, nidificante. Le popolazioni europee svernano prevalentemente a sud del Sahara.
Habitat
Il Calandro è legato ad ambienti aperti, asciutti, con vegetazione bassa e rada. Frequenta aree prevalentemente poco inclinate o pianeggianti e con esposizione favorevole. Occupa anche aree con scarsa vegetazione pioniera in diversi contesti, come dune sabbiose, aree detritiche, suoli aridi, greti fluviali sassosi o sabbiosi con vegetazione sparsa. Ma anche brughiere a vegetazione bassa, prati pascolati e aree coltivate, a seconda delle aree geografiche.
Distribuzione
In Europa le popolazioni numericamente più importanti sono legate all’area mediterranea e alla Russia europea sudorientale. In Italia è distribuito come nidificante su tutta la penisola e sulle isole maggiori. La popolazione italiana è stimata in 15.000 – 40.000 coppie.
Stato di conservazione
Stato di conservazione sfavorevole a livello paneuropeo durante il Novecento, soprattutto nell’Europa centrale e settentrionale. La conservazione della specie dipende dal mantenimento di habitat idonei. Ad esempio favorendo il pascolo ed evitando interventi di forestazione in aree prative naturali o seminaturali. In aree coltivate, l’alternanza di coltivazioni con differenti tempi di aratura e semina (molto frequente nell’agricoltura di tipo tradizionale) a piccola scala (e pertanto rinvenibili all’interno del territorio riproduttivo di una coppia), può favorire la presenza di aree idonee alle esigenze della specie durante le fasi di aratura e semina, prima che la crescita e lo sviluppo della vegetazione le renda inadatte.
Nei greti fluviali, la regimazione dei corsi d’acqua interrompe i processi ecologici di ringiovanimento e rimodellamento degli habitat adiacenti all’alveo fluviale. Questo comporta la perdita degli stadi serali, tra cui le aree a bassa densità di vegetazione su suolo arido favorite dal Calandro. Un’altra minaccia per la specie è legata al disturbo antropico presso i siti riproduttivi. Le aree frequentate dalla specie (prati e pascoli, greti fluviali ecc.), sono infatti spesso utilizzate anche per il motocross o il fuoristrada. L’abitudine della specie di nidificare spesso vicino a strade sterrate o nelle aree con vegetazione meno fitta (le stesse più utilizzate per il passaggio di moto e fuoristrada) la rende particolarmente vulnerabile a queste fonti di disturbo.
di Fabio Casale, Fondazione Lombardia per l’Ambiente
Supervisione scientifica: Giuseppe Bogliani, Università degli Studi di Pavia
tratto da:
Casale F., 2015. Atlante degli Uccelli del Parco Lombardo della Valle del Ticino.
Parco Lombardo della Valle del Ticino e Fondazione Lombardia per l’Ambiente.
Foto: Antonello Turri
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